Mercoledì 17 Luglio 2024
Nino Femiani
Politica

Ex Ilva ancora nella bufera: inchiesta sulle quote CO2. Tra gli indagati l’ex ad Lucia Morselli

La finanza ha perquisiti gli uffici di dieci persone. Si ipotizza la truffa ai danni dell’Unione Europea

L'ex ad Lucia Morselli (Ansa)

L'ex ad Lucia Morselli (Ansa)

Taranto, 3 luglio 2024 – Ritorna nella bufera l’ex Ilva di Taranto, fino a poco tempo fa Acciaierie d’Italia (ADI), oggi società boccheggiante e in amministrazione straordinaria. La Guardia di finanza di Bari ha perquisito gli uffici di dieci persone, su ordine della Procura di Taranto che indaga da mesi su una truffa ai danni dell’Unione Europea rispetto alla gestione delle quote CO2. Nel registro degli indagati sono finiti, Lucia Morselli, ex amministratore di ADI, il suo segretario, Carlo Kruger, Sabina Zani di PriceWaterCooper, consulente di ADI. E poi Francesco Alterio, Adolfo Buffo e Paolo Fietta che ricoprivano il ruolo di procuratori speciali di ADI, Vincenzo Dimastromatteo e Alessandro Labile per periodi differenti direttori dello stabilimento. E ancora Antonio Mura, anche lui procuratore di ADI con funzioni di Direttore Finanze Tesoreria e Dogane e, infine, il dipendente Felice Sassi. Il reato contestato è di truffa ai danni dello Stato. L’indagine riguarda il funzionamento del Sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS), istituito dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva Ets), principale strumento adottato dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas a effetto serra dopo il protocollo di Kyoto.

Di cosa si tratta? Il sistema EU ETS si basa essenzialmente su un meccanismo ‘duale’ chiamato ‘cap & trade’. In primo luogo, si fissa un tetto massimo alle emissioni consentite ai soggetti vincolati. Poi si permette ai partecipanti di “acquistare e vendere” sul mercato diritti a emettere quote di CO2 secondo le loro necessità nel rispetto del limite stabilito.

Il meccanismo ha lo scopo di mantenere alti i prezzi dei titoli per disincentivare la domanda e, pertanto, indurre le imprese europee ad inquinare meno. In cosa consiste la truffa? Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, ADI avrebbe attestato nel piano di monitoraggio e rendicontazione falsi quantitativi di consumi di materie prime (fossile, gas, ecc.), di prodotti finiti e semilavorati e relative giacenze, così alterando i parametri di riferimento ("fattore di emissione” e “livello di attività”). In questo modo, il comitato ministeriale assegnava gratuitamente allo stabilimento ex Ilva, per l’anno 2023, un ammontare di quote superiore a quello effettivamente spettante. Con un ingiusto profitto per ADI che otteneva maggiori ricavi determinati dal riconoscimento di quote di CO2 gratuite. L’inchiesta delle Fiamme gialle, coordinate dal pm Francesco Ciardo, è l’ultima puntata di una indagine che, oltre alla truffa contestata in queste ore, comprende le emissioni di benzene e l’esecuzione delle manutenzioni nello stabilimento siderurgico. A gennaio l’ex amministratrice Morselli fu indagata per inquinamento ambientale e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. “Se confermati, si tratterebbe di illeciti gravissimi finalizzati a svendere ambiente e salute pubblica in nome del profitto”, così commenta il Codacons la notizia delle perquisizioni.