Marco Valbruzzi, ricercatore dell'Istituto Cattaneo
Marco Valbruzzi, ricercatore dell'Istituto Cattaneo

Bologna, 13 giugno 2017 - «I 5 Stelle sono i grandi sconfitti. Hanno pagato la strategia incerta a livello nazionale e il malgoverno a livello locale». Sono questi, secondo Marco Valbruzzi (nella foto), ricercatore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, i due fattori della débâcle grillina. 

Amministrare Roma e Torino non paga?
«I grillini hanno conquistato città importanti, ma governare stanca. Sul Movimento ha pesato l’usura elettorale di chi amministra. Anche la gestione della trattativa sulla legge elettorale, poi fallita, ha contribuito in negativo».

Grillo parla comunque di «crescita inesorabile».
«In realtà, rispetto al 2012, il Movimento ha perso lo 0,3 per cento. Sembra una piccola flessione, ma si deve tener conto che cinque anni fa i 5 Stelle non erano affermati come oggi. Ciò nonostante, si sono ridimensionati ulteriormente».

Il Movimento 5 Stelle è un partito di opinione che sfonda solo a livello nazionale: condivide?
«No. Chi vota il M5S lo fa per appartenenza. Appartenenza a un particolare ambiente, ma è comunque un elettorato di critica antipolitica».

Come valuta la fedeltà degli elettori stellati al Movimento? 
«Molto leggera. Ma anche per gli altri partiti il senso di appartenenza si sta affievolendo. Però basta guardare i flussi elettorali di Parma. Lì molti ex elettori 5 Stelle non hanno scelto né il nuovo candidato grillino Ghirarduzzi, né l’ex Pizzarotti. E si sono astenuti».

Dove andranno a finire questi voti M5S al ballottaggio?
«Fino al 2011 il Movimento era, in pratica, una costola della sinistra. Quindi al secondo turno tornava a votare per il centrosinistra. Ora i 5 Stelle sono cambiati: sono diventati un partito e giocano di strategia».

E quale sarebbe?
«Punire l’amministrazione in carica, indipendentemente che si tratti di centrosinistra o di centrodestra. Risultato: al secondo turno ci sarà un elettorato strategico che va dove fa più male».

A Parma e Genova, ad esempio, che cosa si prevede?
«Non è facile, anche perché in entrambi i casi l’astensionismo è stato molto alto. La domanda che si faranno gli elettori grillini sarà: chi è il nemico? E non è detto che a Parma la risposta sia Pizzarotti. In linea generale, seguendo il trend storico, in tre ballottaggi su quattro, vince chi era avanti al primo turno».

In sintesi: vincitori e vinti di questo primo turno delle elezioni amministrative?
«Il Movimento 5 Stelle ha perso. Il centrodestra è il vincitore. E si dimostra che, se unito, migliora i risultati sia delle Comunali 2012 sia delle Politiche 2013. Si calcola, in media, una crescita di quasi il 10 per cento. Il centrosinistra ha tenuto, ma ha ceduto circa il 5% dei consensi».

Nel centrodestra qual è il partito che pesa di più?
«Analizzando i 25 capoluoghi delle comunali, è la Lega che traina la vittoria di Forza Italia».

Per il centrosinistra, invece?
«La situazione è più variegata. Perché oltre al Pd ci sono molte liste civiche e il peso di Mdp ancora non si può calcolare».

Guardando al futuro: queste amministrative sono un test per le prossime politiche?
«Facendo un paragone con la Formula 1, queste amministrative stabiliscono solo l’ordine di partenza. Poi bisogna considerare leader, campagna e legge elettorale...».