Acuola, striscione della Lega contro la ministra Azzolina (Ansa)
Acuola, striscione della Lega contro la ministra Azzolina (Ansa)

Roma, 5 giugno 2020 - Accesa bagarre in aula alla Camera. E il decreto Scuola  rischia di essere convertito in legge in extremis: il via libera definitivo arriverà infatti solo domattina, a un soffio dalla decadenza. 
Il provvedimento scade domenica ma l'ostruzionismo messo in atto sin da ieri da FdI e Lega sta rallentando di molto i lavori di Montecitorio, ancora impegnato con le dichiarazioni di voto, in una maratona che alla fine durerà per quasi 48 ore. E così il via libera finale del provvedimento - che disciplina la chiusura dell'anno scolastico, gli esami di maturità e i concorsi per i precari - se dovesse proseguire, come tutto fa sembrare, il muro contro muro tra maggioranza e opposizione non è previsto prima della tarda mattinata di domani.

Al momento non vi è traccia di una possibile intesa, nonostante i tentativi che si sono susseguiti in giornata.

I lavori dell'Aula, come deciso ieri sera, andranno avanti a oltranza, fatte salve le necessarie interruzioni per sanificare l'emiciclo. Alle 20,30 erano ancora un'ottantina gli iscritti a parlare, per un totale di circa 13 ore di interventi in dichiarazione di voto: è scontata un'altra seduta in notturna, la seconda consecutiva dopo quella di stanotte. 

Scontro centrodestra-maggioranza

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina è stata duramente contestata dal centrodestra per "l'assenza prolungata", per poi "farsi vedere solo nel tardo pomeriggio", è l'accusa delle opposizioni, che criticano il decreto nel merito, ma anche nel metodo: nessuna "nostra proposta di modifica è stata accolta", è il refrain. 
La maggioranza - che dopo aver tentato una mediazione con il centrodestra sembra ora orientata a non cedere a quelli che vengono bollati come "ricatti" - attacca Lega e FdI, definendoli "irresponsabili" perché, è la tesi, se il decreto non venisse convertito in legge sarebbero a rischio le assunzioni degli insegnanti precari e gli esami di maturità. "Sabotando il decreto Scuola le opposizioni penalizzano studenti e famiglie. Irresponsabili!", insorge Vito Crimi, che mette in guardia: così si danneggiano "pesantemente studenti, famiglie e mondo della scuola per fare propaganda politica". 

Lo striscione contro Azzolina

E in serata l'Aula della Camera, come ormai spesso avviene, torna a trasformarsi in una sorta di stadio, con la protesta messa in atto dalla Lega, che srotola uno striscione con su scritto "Azzolina bocciata" e intona cori al grido di "vergogna, vergogna". Scoppia la bagarre, duro scontro tra leghisti e Pd, seduta sospesa. Su Facebook, Salvini rivendica: "Azzolina bocciata. I deputati della Lega ora alla Camera portano la voce di milioni di italiani sul vergognoso Decreto scuola e sulla ministra che vuole il plexiglass tra i bimbi: Azzolina bocciata!".

Dal canto loro i deputati del Pd accusano i leghisti di aver "invaso" i loro banchi, e chiedono "rispetto", definendo la protesta leghista "una sceneggiata". La Lega replica accusando i deputati Pd di avere "atteggiamenti violenti, con minacce sia verbali che fisiche".

Crimi: mettono a rischio la maturità

Ristabilito a fatica l'ordine in Aula, riprende la lunga maratona sulle dichiarazioni di voto. "E' inconcepibile l'atteggiamento di Lega e Fratelli d'Italia che alla Camera cercano di far saltare la conversione in legge del decreto. E' questo il senso di 'responsabilità' di cui tanto si vantano? Rischiando di sabotare gli esami di maturità che iniziano tra meno di due settimane, impedendo che si aggiungano 16.000 nuovi posti ai concorsi per docente", attacca Crimi, che assicura: "Noi stiamo lottando con tutte le nostre forze per impedirglielo" ma, avverte, "se non ci fosse la conversione in legge del decreto, il ministero dovrebbe far rientrare a scuola, per gli esami di Stato che tornerebbero a prevedere scritto e orale, un milione di studentesse e studenti e altri 3 milioni di persone tra docenti e personale scolastico. E' da incoscienti, in questa fase delicata in cui dobbiamo tenere massima l'allerta per evitare il ritorno della pandemia, far correre un rischio così grande al Paese".

Iv: un milione di docenti sarebbe escluso dalle graduatorie

"Un milione di docenti, poi, resterebbe escluso dall'inserimento in graduatoria perché senza la conversione in legge non potrebbe partire l'istituzione delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze". Anche Italia viva critica le opposizioni: "E' a rischio la chiusura di questo strano anno scolastico in emergenza per oltre 8 milioni di ragazzi", spiega Gabriele Toccafondi, capogruppo Iv in Commissione Cultura alla Camera. 

Ma la Lega controbatte: "E' una grande panzana che, in caso di mancata approvazione del decreto Scuola, salti l'assunzione di 16.000 docenti. E' infatti il decreto Rilancio a prevedere l'assegnazione di ulteriori 16.000 posti alle procedure ordinarie e straordinarie bandite ai sensi della legge 159/2019. E anche in questo caso è una presa in giro, visto che nei fatti si tratta solo dell'estensione di un anno scolastico del periodo di riferimento per il reperimento delle disponibilita' in base alle cessazioni dal servizio preventivate", afferma Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega. 

La polemica del plexiglass

Intanto non si placa la polemica sul plexiglass tra i banchi. Dubbi di Comuni e presidi sulla riapertura di settembre. Il governo indica anche altre modalità per tornare in classe, ad esempio avvalendosi di teatri e musei.