Federico Pizzarotti
Federico Pizzarotti

Bologna, 4 gennaio 2019 - Federico Pizzarotti non condivide il decreto Sicurezza, anzi. Ma non farà come Leoluca Orlando. Il sindaco di Parma, ex Movimento 5 Stelle, oggi leader del nuovo movimento Italia in Comune, non è morbido: "Il decreto Sicurezza va contro gli italiani, ma non credo sia giusto per sindaco decidere di non rispettare una legge dello Stato. Non è un buon esempio".

Insomma, Pizzarotti un po' meno ribelle di Orlando? 
"Condivido la battaglia dal punto di vista ideale, ma sono scettico dal punto di vista tecnico su come non rispettare una legge sovraordinata. Comunque quello che dobbiamo fare come sindaci non è disubbedire a un legge dello Stato, ma cercare di cambiarla perché produce effetti negativi e creerà nuovi irregolari e nuovi problemi...".

Lei cita uno studio dell'Inspi che parla di 140mila irregolari in più con l'introduzione del decreto Sicurezza... 
"L'Ispi stima che saranno 140mila in più tra il 2018 e il 2020. Uomini e donne in strada che popoleranno le nostre città, le nostre strade e le nostre periferie, che sfuggiranno ai controlli delle nostre forze dell'ordine. I sindaci non protestano per partito preso, ma perché a differenza del ministro col bombardino in mano e del ministro in motoslitta, dovranno gestire questa vera e propria bomba sociale. Il decreto sicurezza Salvini è contro gli italiani e contro le città. Non è che la gente sul territorio scompare... ".

I tifosi di Salvini difendono il decreto... 
"Ma qui non è una questione di tifoseria. Biosogna andare oltre e considerare gli effetti di un decreto del genere... Non avere più la residenza, tagliare i fondi per i percorsi d'integrazione a che cosa porterà? Lavoro nero, caporalato, criminalità organizzata. La gente deve mangiare e di certo non va via. Il problema è che se dici queste cose ti rispondono con uno slogan "Prima gli italiani". Io vorrei che, invece, rispondessero con i numeri...". 

La sicurezza per questo governo è centrale. 
"Già, peccato che già non ci intendiamo sul concetto stesso di sicurezza. Qui viene identificata sempre con l'immigrazione, ma come la intendo io riguarda nuove assunzioni nelle forze dell'ordine, nuove strumentazioni digitali, nuove auto... Alla fine, invece, si parla di Taser e migranti e poco altro".

Risultato: il M5S si è spaccato di nuovo. Mantero e Fattori hanno criticato il dl sciurezza e sono tornate le espulsioni. 
"Il Movimento non è più quello che ho conosciuto io. E' il movimento di Di Maio... Dei temi storici, penso all'ambiente, non è rimasto nulla. I mal di pancia sono normali in qualsiasi aggregazione, è il tipo gestione che ne viene fatta che va analizzarta. Nel Movimento di Di Maio i probiliviri vengono utlizzati come l'inquisizione... basta foto in un luogo o con una persona sgradita tipo me per finire nel mirino. Prevalgono timore e paura, tant'è che per evitare la gogna si piega la testa. M c'è una differenza rispetto al passato. Tutti i nuovi entrati sono più ortodossi rispetto al passato e più in linea con il pensiero unico".

Restano i mal di pancia però...

"Sì, ma sono molti meno rispetto al passato nonostante oggi il M5S sia al governo e i bocconi amari da digerire molti di più rispetto a quando il Movimento era solo all'opposizione".

La scelta dei candidati resta sempre online, però...

"Sì, ma sono sempre di più gli esclusi anche tra gli aventi diritto alla candidatura. Le votazioni online, ormai, restano solo di facciata".

A proposito di votazioni, le Regionali in Emilia-Romagna si avvicinano. Si candiderà?

"E' ancora prematura qualsiasi valutazione. Di certo c'è che come Italia in Comune vogliamo fare argine all'invasione della Lega".