Roma, 22 agosto 2019 - Più tempo. Sergio Mattarella concede ancora qualche giorno per trovare un accordo che porti all'eventuale formazione di un nuovo governo. Il capo dello Stato annuncia quindi un nuovo giro di consultazioni in Quirinale a partire da martedì prossimo, chiedendo però che la crisi sia "all'insegna di decisioni chiare e in tempi brevi come richiede un grande Paese come il nostro". "Il ricorso agli elettori è necessario se il parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo - dice il presidente della Repubblica al termine del secondo giorno di incontri -. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti e mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche, del resto, è stata rappresentata la possibilità di ulteriori verifiche". Quindi l'annuncio. "Svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie". Mattarella spiega di avere il dovere, "ineludibile", "di non precludere l'espressione di volontà maggioritaria del Parlamento" così com'è stato per il governo Conte, ma spiega anche di aver chiesto "decisioni sollecite".

Incontro M5s-Pd

Intanto l'assemblea del M5s apre al Pd, dando mandato al capo politico Luigi Di Maio e ai due capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva di incontrare la delegazione del Pd partendo dal taglio dei parlamentari. Fonti del Movimento riferiscono che in queste ore non ci sono in corso contatti con la Lega, con cui l'assemblea avrebbe chiesto di chiudere definitivamente. "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare", commenta, dal canto suo, il segretario dem Nicola Zingaretti. E, a tarda notte, arriva la notizia che D'Uva e Patuanelli vedranno la delegazione dem (formata dai capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio e dai vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli) già venerdì pomeriggio.

LA GIORNATA - Si chiude così un'intensa giornata iniziata con l'arrivo al Colle di Giorgia Meloni, che ribadisce la linea di Fratelli d'Italia: voto immediato. Subito dopo è la volta del Pd, presente con una delegazione extra parlamentare (a guidarla il segretario Nicola Zingaretti, affiancato dalla vice De Micheli e dal presidente Paolo Gentiloni, oltre che dai capigruppo Delrio e Marcucci). Il Partito democratico conferma la posizione votata all'unanimità in Direzione, che ieri ha dato mandato a Zingaretti per negoziare con i Cinque Stelle. Tenterà la strada di un "governo di svolta" ma partendo da "principi non negoziabili": europeismo, sviluppo ambientale, alleggerimento della pressione fiscale (a partire dal blocco dell'aumento Iva), politica economica basata su investimenti e redistribuzione, virata nella gestione dei migranti (leggi 'via i decreti sicurezza'). La sussistenza delle condizioni per trattare è "tutta da verificare", precisa il segretario. Il patto per la legislatura non sarà fatto "ad ogni costo" e, in ogni caso, il Pd è "pronto al voto" . 

 Programma delle consultazioni  

Per Forza Italia al Quirinale ci sono Silvio Berlusconi e Antonio Tajani con le capigruppo Bernini e Gelmini. A dettare la linea è il presidente: "No a una maggioranza improvvisata che esiste solo in parlamento e non nel paese", dice Berlusconi al termine del colloquio con il Capo dello Stato. Sarebbe "una presa in giro e un tradimento degli elettori". Il leader azzurro mette in guardia da un esecutivo "sbilanciato a sinistra, pericoloso per le imprese", agitando lo spettro di "un'imposta patrimoniale che metterebbe a rischio i rispami". Auspica una maggioranza "naturale, di Centrodestra", la stessa emersa in occasione delle Europee e delle Amministrative. Se non fosse realizzabile, "la strada maestra sono le elezioni".  

Matteo Salvini, per la Lega, dopo l'incontro con il Capo dello Stato, ribadisce che "la via maestra è il voto", ma manda un messaggio ai pentastellati e si dice "pronto a ripartire": "Se qualcuno mi dice che i 'no' diventano 'sì', non 'contro' ma 'per', io sono uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti mai indietro...". 

Il leader del M5S Luigi Di Maio, ultimo a incontrare Mattarella, elenca un programma di legislatura in dieci punti: "Abbiamo informato il capo dello Stato di quelli che secondo noi sono obiettivi prioritari per gli italiani, dieci impegni che secondo noi devono essere portati a compimenti". Tra gli obiettivi il taglio dei parlamentari, la riforma della Rai, quella della giustizia e quella del Csm.

Borsa, spread Btp a 196

I 10 punti indicati da Di Maio

I dieci obiettivi elencati dal leader 5 Stelle sono: "1) taglio del numero dei parlamentari (deve essere un obiettivo di questa legislatura e una priorità del calendario in Aula); 2) una manovra equa che preveda stop all'aumento dell'Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all'emergenza abitativa; 3) cambio di paradigma sull'ambiente, un'Italia al 100% rinnovabile; 4) una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai ispirata al modello Bbc; 5) dimezzare i tempi della giustizia e riforma del metodo di elezione del Csm; 6 )autonomia differenziata e riforma degli enti locali; 7) legalità, carcere ai grandi evasori, lotta a evasione e traffici illeciti; 8) un piano straordinario di investimenti per il Sud; 9) una riforma del sistema bancario che separi le banche di investimenti dalle banche commerciali; 10) tutela dei beni comuni, scuola, acqua pubblica, sanità, revisione concessioni autostradali". Di Maio assicura. "Non lasciamo la nave affondare (video), perché l'Italia siamo tutti, a dispetto degli interessi di parte. Sono state avviate tutte le interlocuzioni per avere una maggioranza solida che voglia convergere sui punti indicati". Il pentastellato ricorda che "l'esperienza di governo ha segnato il Movimento - continua -. Si basava sulla sottoscrizione di un contratto, sulla lealtà tra forze politiche che è stata minata da una rottura unilaterale".

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Salvini: ipotesi solo per tenere fuori la Lega

"L'Italia non può permettersi di perdere tempo, oggi la via maestra non possono essere giochini di palazzo, governi contro. Ci sono solo le elezioni, la sovranità appartiene al popolo". Così Matteo Salvini dopo il colloquio con Mattarella, affermando che un "accordo contro", tra Pd e M5S, è "la vecchia politica". Il leader della Lega aggiunge: "Io non penso che l'Italia abbia bisogno di un 'governo contro'. Se poi qualcuno mi dice ragioniamo perché i 'no' diventano 'si', miglioriamo la squadra, diamoci un obiettivo, facciamo qualcosa 'non contro' ma 'per', io l'ho sempre detto, sono una persona concreta, non porto rancore guardo avanti, non indietro". Ma non è tutto: "Ritenevo e ritengo che Di Maio ha lavorato bene", ha continuato. "Agli insulti preferisco non rispondere, a me interessa che i cittadini italiani abbiano un governo che faccia, che costruisca, con orgoglio, con onore". "Lo spread - ha detto ancora - è calato, la Borsa è cresciuta, questo dimostra che la voglia di chiarezza non era un mio capriccio. La voglia di chiarezza per me è un orgoglio. Potevo andare avanti ma non avevo la coscienza a posto perchè avevo la consapevolezza di non lavorare al meglio: il governo era fermo".

Salvini elogia Di Maio: "Ritenevo e ritengo che abbia lavorato bene"

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Berlusconi: maggioranza di centrodestra o elezioni

"Occorre costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani - sono le parole di Berlusconi, pronunciate alla stampa dopo il colloqui -. Qualora non fosse possibile, la strada maestra è una sola: elezioni anticipate". Il "modello di centrodestra (e cioè Lega, Fi e FdI, ndr), governa in moltissimi comuni e nella maggioranza delle regioni italiane è oggi la maggioranza naturale degli italiani", fa presente ancora il Cav. Forza Italia mette in guardia "da un governo frutto di una maggioranza tra diversi e improvvisata". E in nessun caso, "è disponibile ad alleanze con chi abbiamo contrastato in campagna elettorale e che esprimono una visione del paese diversa e opposta". Del resto, "l'esperienza appena conclusa dimostra che i progetti di governo si fanno con i tempi e con le idee compatibili, non dopo il voto ma prima. Un governo non può nascere in laboratorio". Riguardo a un possibile accordo Pd-M5s: "Un esecutivo fortemente sbilanciato a sinistra sarebbe pericoloso per le imprese, la sicurezza, la garanzia e la libertà dei cittadini. Esiste il rischio concreto che di fronte a difficolà di bilancio si ricorra a una patrimoniale". 

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Zingaretti: governo di svolta o il voto

"Per noi non si tratta di una scelta facile, anche a causa di un'eredità pesante che ci ha lasciato il precedente governo, e della distanza politica con alcune forze, in particolare con M5s, protagonista della precedente esperienza di governo". La premessa di Nicola Zingaretti anticipa la linea del Pd, già cristallizzata nella Direzione di ieri. "Abbiamo espresso al Presidente della Repubblica la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza e l'avvio di una fase politica nuova per dare vita a un governo di svolta, nel segno della discontinuità politica e programmatica", insiste il segretario. Che poi ribadisce i "cinque pilastri", imprescindibili, per trattare con altre forze politiche. "Se non dovessero esistere queste condizioni tutte da verificare lo sbocco della crisi sono nuove elezioni anticipate". Non sarà dunque "un governo ad ogni costo". 

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Governo Pd-5 Stelle, spuntano tre condizioni di Zingaretti. Sconcerto dei renziani

Meloni: elezioni unico esito possibile 

"Le elezioni sono oggi l'unico esito possibile, rispettoso dell'Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione". E' la posizione di Fratelli d'Italia espressa dalla sua leader Giorgia Meloni, al termine del colloquio al Colle. Sarebbe "irrispettoso per la democrazia" avere "un governo che ha la maggioranza in parlamento ma non tra i cittadini", ha detto la Meloni. Nel caso Mattarella scegliesse per un esecutivo di transizione, il premier dovrebbe essere "espressione del Centrodestra". Perché "il Centrodestra ha vinto le ultime elezioni". La portavoce di Fratelli d'Italia precisa di aver sentito Salvini: "Penso che se si andasse al voto ci sarebbe una compagine formata da Fd'I e Lega sicuramente, vedremo cosa fa Forza Italia, e sicuramente sarebbe già maggioritaria". 

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