Assalto alla fiera di Vicenza. Stand di Israele nel mirino, l’affondo del centrodestra:: "Antisemitismo solo a sinistra"

I disordini provocati dai centri sociali, Foti (FdI): nessuna parola di condanna da parte di Schlein. Bonaccini: sono posizioni inaccettabili di piccole frange. Di Segni (Ucei): stop a violenza e saluti romani.

Assalto alla fiera di Vicenza. Stand di Israele nel mirino, l’affondo del centrodestra:: "Antisemitismo solo a sinistra"
Assalto alla fiera di Vicenza. Stand di Israele nel mirino, l’affondo del centrodestra:: "Antisemitismo solo a sinistra"

Il centrodestra cavalca gli incidenti tra centri sociali e forze dell’ordine, impegnate a prevenire l’assalto ai padiglioni israeliani di Vicenzaoro, e attacca il centrosinistra sull’antisemitismo riaffiorante nel Paese. Gli uomini più fidati di Giorgia Meloni rilanciano la preoccupazione del momento. "Sdegno, paura e timore" sono le parole utilizzate dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al congresso fiorentino di Fratelli d’Italia. Ancora più duro il responsabile organizzativo del partito Giovanni Donzelli: "Credo che ci sia un serio pericolo di risorgere dell’antisemitismo a sinistra e violento. Non dobbiamo abbassare la guardia. Con la scusa di difendere i palestinesi, si vuole negare il diritto di Israele a esistere". Tommaso Foti attacca la segretaria del Pd Elly Schlein: "Ancora non abbiamo sentito una condanna sugli incidenti di Vicenza". Sara Kelany, responsabile immigrazione, accredita uno scenario mimetico e pericoloso: "L’antisemitismo mascherato da antisionismo della sinistra sta montando sempre di più". "Segnali preoccupanti in Italia e nella Ue" per Antonio Tajani, ministro degli esteri: "Assaltare stand israeliani è da delinquenti".

Anche la Lega va all’offensiva. "Dei centri sociali penso il peggio possibile e uno che aggredisce un poliziotto è un deficiente a prescindere", è il ritorno sul tema di Matteo Salvini dopo la precedente carica contro i "nazisti rossi". In realtà il panorama a sinistra è molto più complesso e sfaccettato. Ad esempio Rifondazione comunista – non rappresentata in Parlamento e schierata contro "l’ipocrisia di partiti complici del genocidio a Gaza e della pulizia etnica in Cisgiordania" – critica il senatore dem Andrea Martella per la censura dei manifestanti e della loro "azione premeditata". Tocca a Stefano Bonaccini, presidente del Pd e governatore dell’Emilia Romagna, riportare il dibattito su binari meno gridati: "Ci sono frange piccole, molto minoritarie, che hanno posizioni inaccettabili anche nell’estrema sinistra. Elly Schlein e tutto il Pd, quando c’è stato l’attacco di Hamas si sono schierati dalla parte di Israele, che è una democrazia". L’analisi continua così: "Io credo che il principale nemico di Israele in questo momento sia Netanyahu, insieme al suo governo". Bonaccini sottolinea la necessità di "una soluzione a due popoli e due Stati, evitando di far coincidere i terroristi di Hamas con il popolo palestinese, perché quello a cui stiamo assistendo a Gaza è inaccettabile: si deve fare di più per mettere fine a questa mattanza".

Ci sono diversi piani in cui la crisi israeliano-palestinese si articola, e Stefano Parisi, co fondatore dell’Associazione Setteottobre, propone "una mozione parlamentare che impegni il governo ad affiancare l’Italia alla Germania nel sostegno di Israele contro la causa per genocidio". Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, invita tutti a non dare "credito alla propaganda di Hamas" e soprattutto a vigilare: "Nell’Italia che si avvia alla celebrazione del Giorno della Memoria, parte la caccia all’ebreo-israeliano o all’israeliano-ebreo. E questo dopo lo sdoganamento del saluto romano. Due gesti violenti – l’ostentazione del saluto romano e la caccia all’ebreo – protetti dalle libertà costituzionali mentre a rischio diventa la vita di chi cammina con la kippah in testa o una stella di Davide al collo, chi partecipa a una fiera, o prosegue una ricerca accademica in atenei dove l’odio antisionista prevale".