Lunedì 15 Aprile 2024

Campo larghissimo in Abruzzo, Schlein suona la carica: "Tutti uniti per vincere"

Elezioni regionali: alleanza trasversale da Conte a Calenda, passando anche per Renzi. "Sono i cittadini a chiederci di costruire un’alternativa al governo"

Pescara, 7 marzo 2024 – “Se la coalizione ampia dell’Abruzzo sia la strada? Assolutamente sì. Siamo testardamente unitari. Le persone ci chiedono di costruire un’alternativa". La segretaria dem Elly Schlein è ben consapevole del fatto che un eventuale bis del successo in Sardegna varrebbe non due, ma quattro volte di più. Se in Sardegna la vittoria d’un soffio dell’ingegnera 5stelle Alessandra Todde ha dimostrato che, con un pizzico di fortuna e la candidatura giusta, anche la cospicua maggioranza di centrodestra guidata da Giorgia Meloni può sbagliare (il candidato Paolo Truzzu) e perdere. Nel caso di una vittoria ancor più a sorpresa in Abruzzo, la leader del Pd incasserebbe la conferma delle convergenze sul campo con Giuseppe Conte, l’allargamento del perimetro dell’alleanza che piace alla minoranza dem, un’ulteriore impasse del centrodestra non più ascrivibile al caso e, prima di tutto, la rianimazione e mobilitazione di quella parte dell’elettorato rassegnato e da tempo arenato nelle secche dell’astensionismo. Tanto è vero che dal comizio a Sulmona Schlein suona la carica: "Andate a votare, ogni voto fa la differenza – esorta –. Lo abbiamo imparato in Sardegna un paio di settimane fa".

La segretaria del Pd Elly Schlein nel punto stampa organizzato a Chieti Scalo
La segretaria del Pd Elly Schlein nel punto stampa organizzato a Chieti Scalo

Alla segretaria, che ha frequentato la casa di uno che di fortuna se ne intende come Romano Prodi, non sfugge l’importanza di cavalcare l’onda del fato. "Ieri Meloni ha detto che la pioggia porta bene? Noi siamo arrivati con la grandine e adesso è già finita, porta più fortuna a noi", vanta perciò Schlein dalla tappa di Chieti per sostenere la sfida di Luciano D’Amico. Non è un caso che la segretaria abbia scelto come amuleto Pierluigi Bersani, che già l’aveva accompagnata nella campagna elettorale in Sardegna: "Gli vogliamo bene e squadra che vince non si cambia", risponde ai giornalisti che le chiedono ragione dell’accompagnatore fortunato.

Poi, certo, in Abruzzo la battaglia "si gioca sul riscatto di una comunità che è stanca di questi 5 anni in cui sono mancate risposte fondamentali sui temi principali: lavoro, sanità, diritto allo studio e investimenti dei fondi europei", sostiene la leader dem in collegamento coi salotti tv. Schlein contesta "il gioco delle tre carte" del centrodestra che ha finanziato progetti e infrastrutture togliendo fondi da altri capitoli. E si associa alla polemica su pendolarismo e lo smart working con Roma di Marsilio, "che non è nemmeno abruzzese" e "ha anteposto la disciplina di partito agli interessi dei cittadini".

“Io vivo nel territorio, non sto altrove", replica il governatore alla "menzogna che viene ripetuta da cinque anni", vantando di essere "abruzzese da sette generazioni" all’uso romanesco. Intervistato nella matinée di SkyTg24 Marsilio accusa le idiosincrasie interne alla coalizione di centrosinistra: "Chi non può salire insieme su un palco non può governare – dichiara –. Si schifano tra di loro, in realtà è un’alleanza nata contro". Gli replica indirettamente Schlein da Chieti: "Sono felicissima che qui ci sia una coalizione che mette insieme tutte le forze alternative alla destra, quindi ancora più larga di quella che ha vinto le elezioni solo poche settimane fa in Sardegna", afferma la leader dem tenendo l’agenda dei leader. Dall’impegno di Conte a quello di Calenda, "Siamo qui tutti. Testardamente unitari, non perché ce lo ha ordinato il medico ma perché ce lo chiedono le persone".