Sabato 13 Aprile 2024

Elezioni regionali in Abruzzo, il centrodestra: "Non temiamo gli spifferi sardi"

I leader scommettono sulla riconferma di Marsilio. "Stiamo insieme per scelta, gli altri si vergognano"

Roma, 6 marzo 2024 – “Tutte le volte che vengo a Pescara salgo sul palco e piove. Ma l’ultima volta erano le elezioni politiche, e io sono diventata presidente del Consiglio". Siccome sta per diluviare la premier Giorgia Meloni si presenta prima sul palco insieme agli altri leader del centrodestra per sostenere Marco Marsilio nella corsa per la presidenza dell’Abruzzo. Il bagno di folla in piazza Salotto a Pescara le giova: "Da qui prendo la benzina per andare avanti", dice durante il comizio bagnato, prima di promettere una vittoria anche alle elezioni europee e chiudere con il governatore uscente sul palco: "Viva l’Abruzzo, viva Marco Marsilio, viva il centrodestra. E mi dispiace che vi ho fatto bagnare". Nessuna paura di ripetere la sconfitta sarda: "L’effetto Sardegna lo dobbiamo ancora vedere, ancora non si è neanche capito come è finita bene. Io francamente sono molto ottimista".

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Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Regione Abruzzo e candidato, Marco Marsilio (Ansa)
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L’INTERVENTO DI MARSILIO

Dal palco i primi a parlare sono Lorenzo Cesa dell’Udc e Maurizio Lupi di Noi Moderati. Dopo il sindaco di Pescara Carlo Masci tocca al governatore uscente. Marsilio viene accolto da cori che gridano il suo nome e dice di non aver paura degli "spifferi sardi: ci sarà una sola sarda che festeggerà il 10 marzo, mia moglie. Così le restituirò un pezzetto dell’amore che mi dedica". "Cinque anni fa l’Abruzzo lasciava mezzo miliardo a Roma per fare gli ospedali nuovi. Ora è una regione protagonista. Partono i lavori per la ferrovia Roma-Pescara e la faremo tutta", promette. Poi l’attacco: "Lo sfascio nella sanità lo hanno lasciato loro". E chiude ricordando "il guerriero di Capestrano sulla bandiera della Regione Abruzzo. Non siamo secondi a nessuno. Nu semm nu, e vincemm nu ".  

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SALVINI E TAJANI

Poi tocca ad Antonio Tajani: "L’aeroporto di questa città sarà trasformato in uno scalo internazionale. Quando a ottobre ci sarà il G7 i leader potranno atterrare sulla nuova pista". Ricorda Silvio Berlusconi "che sorride da lassù", strappando l’applauso.

Dopo l’intermezzo sul palco per le foto tocca a Matteo Salvini, che va all’attacco subito sulle forze dell’ordine: "Per la sinistra sono un problema, per me sono la spina dorsale del Paese". E punta sui balneari abruzzesi prima di chiudere sull’8 marzo: "L’Abruzzo e l’Italia non sono compatibili con il fanatismo islamico che nega la libertà della donna".

LA PREMIER

Meloni è l’ultima a salire sul palco ed esordisce ringraziando Marsilio: "Mi disse che voleva dare alla sua terra qualcosa di quello che ho avuto". Ora gli chiede l’impresa di "essere il primo presidente della storia dell’Abruzzo a essere confermato per un secondo mandato". Poi parla delle "infrastrutture di cittadinanza", perché "queste terre vogliono competere ad armi pari". Ricorda che il suo governo "ci mette la faccia" perché la coalizione "sta insieme per scelta, non per interesse". Mentre a sinistra "sono tutti alleati ma si vergognano a dirlo". E annuncia aumenti per le forze dell’ordine, a cui esprime "solidarietà: vergogna a chi dice che bisogna sputargli addosso". Poi l’ultimo bagno di folla sotto la pioggia con l’Inno d’Italia cantato dalla piazza. Senza Salvini.