Lunedì 15 Aprile 2024

Minorenni in rete... I limiti servono a proteggerli

È proprio vero che l’uso del parental control è diventato obbligatorio?

Minorenni in rete... I limiti servono a proteggerli

Minorenni in rete... I limiti servono a proteggerli

Approvato alla fine dell’anno scorso il DECRETO LEGGE 159/23, MEGLIO NOTO COME DL CAIVANO perché fu emesso in seguito all’indignazione per le violenze inferte a due bambine da alcuni ragazzi poco più grandi, prevede una serie di restrizioni per tutelare i minorenni che navigano in rete. È previsto che i gestori dei siti web con materiali pornografici siano tenuti a verificare la maggiore età degli utenti, ma i dati personali dei minori, generati durante l’attivazione delle applicazioni saranno strettamente protetti da qualsiasi forma di utilizzo a fini commerciali o di profilazione.

Inoltre, in seguito anche all’entrata in vigore delle linee guida sui sistemi di protezione dei minori sul web individuate e approvate dall’AGCOM, Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, viene reso obbligatorio per legge l’uso del parental control su tutte le linee intestate a soggetti minorenni. I fornitori di servizi devono dunque garantire la disponibilità (gratuita) delle applicazioni di controllo parentale nei loro contratti di servizi di comunicazione elettronica, informando i consumatori sull’importanza di usare queste applicazioni con i propri figli. Se i sistemi di parental control offrono agli adulti un grande aiuto nell’impostare i limiti di accesso alle piattaforme e ai contenuti online come pornografia, odio, razzismo, scommesse online, tuttavia non basta imporre delle regole ai bambini ma è necessario iniziare un percorso che li porti a raggiungere autonomia, spirito critico e capacità di autoregolamentazione anche quando navigano in rete.