La parola del giorno: “DAD”

La didattica a distanza, conosciuta come Dad, non è un fenomeno nuovo. Già nel XIX secolo si utilizzava la corrispondenza postale per l'insegnamento

DAD
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Diciamo “Dad“ e subito pensiamo al cupo periodo del Covid, quando nel 2020 anche le scuole, di ogni ordine e grado, hanno dovuto chiudere le porte per difendersi dalla pandemia. Ma la locuzione “Didattica a distanza“ (entrata nell’uso con l’acronimo Dad) esiste fin dalla metà dell’Ottocento, anche se allora l’insegnamento non in presenza avveniva soprattutto attraverso la corrispondenza postale. Poi è toccato alla televisione e alla radio fare da “aule“, fino a quando i mezzi digitali informatici e telematici hanno aperto le porte alla partecipazione assai più immediata e articolata. Da allora la parola Dad ha assunto un peso semantico nuovo e ben più consistente: "Oggi la didattica a distanza si riferisce all’insieme di tutte quelle pratiche messe in atto durante il periodo emergenziale che ha costretto a casa studenti e docenti - spiega l’Accademia della Crusca -: comprende sia le vecchie strategie comunicative, tranne quelle postali cartacee, sia altre più recenti e consolidate, come ad esempio il registro elettronico o l’e-book, sia nuove modalità virtuali tra cui le piattaforme atte a ricreare la cosiddetta “classe virtuale”. Si serve di tutti i dispositivi comunicativi possibili: computer, tablet e cellulari".

All’origine della locuzione c’è il sostantivo femminile ’didattica’, che deriva dal greco ’didàskein’, per indicare la pratica dell’insegnamento e del mostrare.

A cura di Olga Mugnaini