Ci si può ammalare di ansia? Un terzo dei ragazzi ne soffre

Affronta il problema il film della Pixar-Disney, ’Inside Out 2’, nelle sale a giugno

Ci si può ammalare di ansia?. Un terzo dei ragazzi ne soffre
Ci si può ammalare di ansia?. Un terzo dei ragazzi ne soffre

Molto più di un film di animazione ‘Inside Out 2’ che si annuncia una delle pellicole più attese del 2024, in uscita il prossimo 14 giugno negli Usa e quasi in contemporanea nel resto del mondo. Più che giocato sul filo dei sentimenti il cartoon ha per protagonisti i sentimenti, trasformati in veri e proprio personaggi dagli animatori della Pixar-Disney che nel 2015 conquistarono l’Oscar per il miglior film di animazione. Anche nel sequel, diretto da Kelsey Mann che ha preso il posto di Pete Docter, Gioia, Paura, Rabbia. Tristezza e Disgusto accompagneranno le giornate della giovane Riley, nel frattempo è cresciuta e sta affrontando l’adolescenza, alle prese con le prime prove della vita e un nuovo sentimento: l’Ansia.

Un’emozione che, oggi più che mai, ha bisogno di essere conosciuta, riconosciuta e gestita. Sul fronte ansia, i numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: siamo in piena emergenza (silenziosa). Stando ai dati diffusi dallo studio Headway – Mental Health Index 2.0 realizzato da The European House – Ambrosetti, il 20% degli italiani soffre di almeno un disturbo psichico, in particolare ansia e depressione. Un dato che supera la media europea e mette ko ogni tentativo di narrarci come il Paese del ‘ben vivere’. A destare ancor più preoccupazione è il fatto che almeno la metà dei disturbi pare esordire prima dei 15 anni e che l’80% di essi si manifesti prima dei 18 anni. Tra i problemi di salute mentale più comunemente riscontrati tra gli adolescenti si segnalano ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%). Come se non bastasse, ansia e depressione influenzano negativamente il rendimento scolastico, fino addirittura – in alcuni casi – a portare all’abbandono degli studi. Come ’Inside Out 2’ insegna, il problema non è solo italiano. Sono molti, infatti, i Paesi che stanno cercando di costruire argini sociali a una deriva che rischia di travolgere presenti e futuri in più angoli del globo.

La Commissione europea e gli Stati membri hanno acceso i riflettori sulla faccenda, provando a mettere in pratica misure tampone. Il 45% dei Paesi ha adottato programmi di prevenzione e promozione della salute mentale legati al lavoro e il 68% ha attuato una strategia o un programma nazionale incentrati sulla promozione e la prevenzione della salute mentale per bambini e adolescenti. Le strutture ambulatoriali dedicate alla salute mentale in Europa sono passate da 3,9 a 9,1 per 1.000 abitanti. Ancora, però, la strategia di contenimento dell’emergenza è a macchia di leopardo. Di ansia e dei disagi a essa collegati se ne deve parlare.

A cura di

Margherita Ambrogetti