Martedì 23 Aprile 2024

Omicidio Giogiò, condannato a 20 anni il 17enne che ha sparato. La mamma: “Segnale potente per la società civile”. Tensioni fuori dal tribunale

Accolta la richiesta del pm del massimo della pena per un minore, respinta la messa in prova. Tensioni all’esterno del tribunale tra i parenti dell’imputato e gli amici del musicista ucciso. L’avvocato difensore: “Presenteremo appello”

Napoli, 19 marzo 2024 – È stato condannato a 20 anni di carcere il giovane 17enne accusato dell'omicidio di Giogiò, il musicista 24enne Giovanbattista Cutolo ammazzato lo scorso 31 agosto a Napoli. Lo ha deciso il giudice del Tribunale dei Minorenni di Napoli accogliendo la richiesta formulata dal pm del massimo di pena per un imputato minore.

Momenti di tensione all'esterno del tribunale subito dopo la sentenza di condanna a 20 anni per il 17enne L.B. Alcuni parenti dell’imputato, uscendo dal tribunale, hanno urlato frasi offensive e hanno minacciato gli amici del ragazzo ucciso, che da stamattina hanno organizzato un sit in, chiedendo giustizia per il musicista. Gli amici hanno risposto alle minacce intonando cori per Giogiò e sono stati protetti da un cordone di forze dell'ordine, che stanno presidiando l'area.

La mamma di Giogiò esulta dopo la condanna a 20 anni dell'17enne che ha sparato al figlio
La mamma di Giogiò esulta dopo la condanna a 20 anni dell'17enne che ha sparato al figlio

La mamma: “É la rivoluzione di Giogiò”

"Tutta Italia voleva questa sentenza e soprattutto mi aspetto che adesso i minori non escano più in strada con i coltelli, con i tirapugni e con pistole e che non uccidano i figli di tante persone perbene, sentendosi impuniti". Lo dice Daniela Di Maggio, subito dopo la sentenza di condanna a 20 anni per il 17enne che ha sparato al figlio. "Questa sentenza così importante scrive una pagina di storia e la chiamerei la rivoluzione di Giogiò", aggiunge la donna, visibilmente commossa, ringraziando poi il pubblico ministero, l'avvocato Claudio Botti, il giudice Lucarelli, gli amici di suo figlio e i suoi familiari. "Secondo me è un segnale potente per tutta la società civile - sottolinea Di Maggio - quando c'è un'indignazione vera e le coscienze si scuotono, vuol dire che tutti si muovono intorno a un progetto e a un obiettivo".

"Non è una vendetta”

"Quella di oggi non è vendetta - spiega - ma giustizia, perché chi fa un crimine efferato volontario senza motivo deve essere punito. C'è anche tutta la parte riabilitativa che sta facendo, quindi nessuno di noi è un criminale che si vuole vendicare. Vent'anni, l'ergastolo per i minori. Grazie giustizia, abbiamo scritto una pagina di storia". Per questa sentenza "conta tanto il fatto che io mi sia esposta e che abbia avuto il coraggio di dire delle cose che non erano mai state dette. Questa sentenza dice che chi combatte per la verità e per la giustizia raggiunge dei risultati eccellenti. Credo di aver scritto una pagina nel nostro Paese, una pagina importante. E' la dimostrazione che, quando uno vuole ottenere un risultato e un cambiamento a favore della giustizia, le cose si ottengono".

L’avvocato del 17enne: “Presenteremo appello”

“Il ragazzo ha mostrato segni di ravvedimento, ha fatto ritrovare l'arma, ha fornito informazioni su coloro che erano con lui quel giorno e ha rivolto le sue scuse alla famiglia. Ci aspettavamo una pena meno dura”. Così l'avvocato Davide Piccirillo, legale del 17enne condannato a 20 anni per l'omicidio di Giovanbattista Cutolo. “Attendiamo di conoscere le motivazioni - ha aggiunto l'avvocato Piccirillo - poi presenteremo appello”.

La folla davanti al tribunale

Una folla di amici, familiari e cittadini si è radunata dalla mattina davanti al Tribunale dei Minori di Napoli in attesa dell’esito del processo per l’omicidio di Giogiò ucciso quest’estate a Napoli durante una lite scoppiata per caso e in cui un 17enne ha sparato contro il musicista 24enne. Il pm della Procura dei Minori ha chiesto 20 anni di carcere per l’imputato. “Vogliamo giustizia, se non ci sarà faremo la rivoluzione civile”. Aveva gridato questa mattina al megafono Daniela Di Maggio, la mamma di Giogiò, medaglia d’oro al valore civile, ucciso a colpi di pistola il 31 agosto del 2023 in Piazza Municipio.

Oggi il processo

Si è svolto oggi, davanti al gup Umberto Lucarelli, il processo per il 17enne accusato di aver ucciso Giovan Battista. Il minore era presente in aula. Assistito dall'avvocato Davide Piccirillo, ha chiesto di accedere al rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Nei mesi scorsi il ragazzo ha confessato di aver sparato, raccontando però di non averlo fatto con l'intenzione di uccidere. L'avvocato del 17enne ha chiesto al giudice la messa in prova per il ragazzo. Il pm del tribunale dei minori si è opposto alla richiesta.

Il pm: “Omicidio volontario e senza motivo”

"Fu un omicidio volontario e senza alcuna motivazione". Con questa motivazione, il pm ha chiesto la condanna a 20 di carcere per il 17enne accusato di aver ucciso il 24enne musicista dell'orchestra Scarlatti di Napoli lo scorso 31 agosto in piazza Municipio. Il giudice Umberto Lucarelli ha rigettato la richiesta di messa alla prova avanzata dall'avvocato Davide Piccirillo per il suo assistito, per il quale l'accusa ha chiesto il massimo della pena prevista per un minorenne.

"Almeno è stata rigettata la richiesta di messa alla prova - ha affermato la mamma di Giogiò, Daniela Di Maggio, uscendo dall'aula - la nostra è solo una richiesta di giustizia altrimenti sarà rivoluzione". In aula erano presenti sia mamma Daniela, insieme all'avvocato Claudio Botti, ma anche i familiari del killer che ha confessato di aver sparato, ma senza intenzione di uccidere. Nel pomeriggio è prevista la sentenza.

I genitori di Giovanbattista Cutolo al tribunale dei minori di Napoli
I genitori di Giovanbattista Cutolo al tribunale dei minori di Napoli

“Ucciso come un camorrista”

“Il giudice – ha detto Daniela Di Maggio – sia nei panni della mamma, del papà e della sorella, pensi a questo prima della della sentenza. Altro che rito abbreviato. Hanno ucciso mio figlio come se fosse il peggiore dei camorristi”.

I manifestanti hanno appeso un grande striscione all'ingresso del tribunale con la scritta ‘Vogliamo giustizia per Giogiò’ e sono molti arrivati con gli strumenti musicali per ricordare il grande talento di Giogiò, musicista dell'Orchestra Scarlatti junior. Sognava di suonare al Festival di Sanremo: quest’anno Amadeus lo ha ricordato sul palco dell’Ariston.

Il padre: “Pena esemplare”

“Spero in una pena esemplare – ha aggiunto al megafono il padre del ragazzo, Franco Cutolo – ho fiducia nel giudice. Ci vogliono interventi seri del governo in generale sui minori, ma prima delle nuove politiche sociali ci vogliono misure subito”.

Dopo la morte del 24enne, la mamma ha iniziato una battaglia per abbassare l’età di imputabilità per i reati gravi, rendendo così i minorenni processabili come degli adulti. “Il primo problema sono le armi, troppe in mano ai minori. E poi sappiamo che i ragazzi di oggi non sono gli stessi di qualche anno fa, i giudizi non possono essere uguali. Lui avrà una pena ridotta perché è minorenne, ma questa non è giustizia”, ha sottolineato il padre di Giogiò.

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