Giovedì 23 Maggio 2024

Omicidio di Antonio Natale, in carcere Domenico Bervicato: voleva scappare

Secondo gli inquirenti la vittima, 22 anni, era uno spacciatore proprio del clan Bervicato e sarebbe stato punito con la morte per aver sottratto armi, droga e denaro

Dia (Direzione investigativa antimafia) di Napoli impegnata in prima linea contro la Camorra

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Napoli, 14 aprile 2023 - Sarebbe stato ucciso per avere sottratto armi, droga e denaro al gruppo criminale Bervicato, per conto del quale effettuava attività di spaccio di droga, Antonio Natale, il 22enne trovato senza vita con tre colpi di pistola alla testa e al torace, in un terreno alla periferia di Caivano (Napoli), il 18 ottobre 2021, un paio di settimane dopo la sua scomparsa, avvenuta il 4 ottobre.

Omicidio premeditato con metodo mafioso

A sparare, secondo i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna e la Dda di Napoli, che hanno eseguito oggi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli, sarebbe stato il 22enne Domenico Bervicato, ritenuto legato all'omonimo gruppo malavitoso, al quale gli inquirenti contestano l'omicidio e i reati connessi di detenzione e porto di arma da sparo, aggravati dal metodo mafioso. Per Bervicato le accuse sono di omicidio, in questo caso premeditato e a scopo punitivo, e detenzione e porto di arma da sparo, aggravati dal metodo mafioso.

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Omicida indagato per spaccio con fratelli e papà

La madre della vittima, Anna Alboretti, in più occasioni ha riferito che l'ultimo a vedere il figlio, prima della sua scomparsa, era stato proprio Domenico Bervicato. Domenico Bervicato venne anche ascoltato dagli investigatori ai quali disse che con Antonio era andato da Caivano a Napoli e che da quel momento non si erano più visti. Domenico Bervicato venne successivamente arrestato nell'ambito di una indagine antidroga dei carabinieri nelle piazze di spaccio del Parco Verde di Caivano. I militari notificarono a lui e ad altri tre suoi familiari - Massimo e Giovanni, suoi fratelli, e al loro padre Francesco - un'ordinanza nella quale gli veniva contestato di avere messo in piedi un'associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Secondo le indagini Domenico Bervicato era ora in procinto di scappare.

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