Poetica o aliena: è la donna che incanta Parigi

In passerella le emozioni di Dior e Schiaparelli. Da Chiuri trionfa il moirè di seta sontuoso e leggero, da Roseberry il sogno “spaziale“

Un modello della sfilata Dior a Parigi (Ansa)

Un modello della sfilata Dior a Parigi (Ansa)

Parigi, 22 gennaio 2024 – Altri mondi. Altri spazi. Tra terra e cielo, tra tessuti un tempo riservati alla casta del potere e oggi rivisti con l’occhio del quotidiano contemporaneo. Una favola l’Haute Couture che non cessa mai di stupire e di creare emozioni forti, che sia una poesia come quella che Patrizia Cavalli ha dedicato all’artista Isabella Ducrot e intitolata Tessere è umano che rimbomba nell’anima al defilè di Dior o che sia la fascinazione dell’altro da noi, dell’aliena sconosciuta che è in ogni donna, dello spazio infinito e dei simbolismi dell’astrologia che esplodono sulla passerella di Schiaparelli. Due facce della stessa medaglia, la scuola degli atelier parigini in questi giorni alla ribalta del mondo con i pochi ma intensi giorni dell’Haute Couture per l’estate 2024 che fa scendere in gara un pugno di brand che coltivano ancora l’arte infinita della bellezza. Ieri Dior e Schiaparelli, oggi Chanel e Armani Privè.

Inno al moiré da Dior dove una bravissima Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa dal 2016 delle linee femminili del brand nel portafoglio del Gruppo LVMH di Bérnard Arnault, racconta che il 15 aprile sfilerà la pre-collezione a New York, ricordando il suo primo viaggio giovanile in quella città. Per questa collezione ha affidato tutto il decor dell’immenso spazio costruito al giardino del Museo Roden all’artista 94enne Isabella Ducrot che ha fatto della passione per i tessuti la linfa della sua vita di donna, studiosa e artista. Ventitré gigantografie di abiti nella forma unica di quelli dei sultani ottomani troneggiano sulla scena del defilè in ricordo della sua magnifica collezione. "Ho conosciuto Idabella Ducrot di recente a Roma dove vive e ne sono rimasta conquistata – racconta Maria Grazia Chiuri –, la sua collezione di tessuti è incredibile perché è il racconto dei suoi tanti viaggi. Lei ha titolato Big Aura l’installazione e io ho cercato di raccontare l’Aura dell’Haute Couture e le sue meraviglie, anche immateriali ma di sentimento".

Tessuto prescelto per questa elaborazione sofisticata il moirè di seta, fatto realizzare a Lione come nei tempi antichi, tessuto dei re e della Chiesa, accoppiato al cotone, in un contrasto di luci e ombre, con forme abbondanti ma sempre aggraziate, in un colloquio vivo tra abito e corpo. Spunto da una silhouette famosa, quella dell’abito La Cigale del 1952 con ampiezze sontuose e un tocco di felice sproporzione, con la baschina come staccata dalla gonna, in un contesto riattualizzato splendidamente in questo defilè di ieri dove trionfa la leggerezza. Moirè anche ricamato e fiorito come nel modello Millefiori che Chiuri dedica a Mademoiselle Catherine Dior, la sorella di Christian. In prima fila c’è Rihanna, e con lei Glenn Close, Juliette Binoche, Natalie Portman.

Un modello Schiaparelli
Un modello Schiaparelli

Ecco invece Jennifer Lopez che arriva tutta in una cappa di organza candida da Schiaparelli, sfoggiando capelli a caschetto e occhiali gioiello surrealisti firmati dal direttore creativo Daniel Roseberry. Poi spicca la frangetta di Zendaya. Il brand acquistato da Diego Della Valle sta vivendo un momento d’oro e Roseberry gli ha fatto fare un bel salto anche nell’alta moda. Texano e bello, ha messo i camperos ai piedi della modelle aliene arrivate da un mondo lontano, frange di tutte le lunghezze, fibbie gioiello come lacci che ti acchiappano al volo.

“Qui c’è il sogno – dice Diego Della Valle – ora bisogna trasformarlo in business". Colli a cratere, robe manteau di vernice nera, spalle rotonde e smisurate, gioielli come parti di scheletro, bustier schermati da ali di farfalla di pizzo incrostato, e il tocco futuribile dell’abito con scheda madre e microchip incrostato di tecnologia, a ricordare l’occhio nello spazio di Elsa Schiaparelli e gli studi sui marziani dello zio scienziato Giovanni Schiaparelli. Un defilè potente e spettacolare, per un’Haute Couture che ti conquista e ti affascina, coi codici attraenti e misteriosi della maison di Place Vendome numero 21.