Mamma posso truccarmi? I bambini e la loro immagine, come affrontare il tema bellezza

Makeup, diete, depilazione, allenamenti esagerati: come trovare con i nostri figli la giusta misura, nel percorso di auto accettazione

Il trucco come gioco, libertà ed espressione di sé

Il trucco come gioco, libertà ed espressione di sé

Nell’era dell’immagine, dove tutto appare, tutto si giudica, tutto viene passato al microscopio, quando affrontare con i nostri figli il concetto di “bellezza”? Uno studio del 2019 di YouGov - agenzia britannica per l’analisi dei dati - afferma che più della metà delle madri inglesi ritiene che i figli non debbano usare makeup prima dei 14 anni. Per i padri (ben 7 su 10) l’età sale addirittura a 16. Decisamente tardi secondo Suzanne Alderson, scrittrice e fondatrice di Parenting Mental Health. Il tema “bellezza” che, inevitabilmente va a toccare l’accettazione di sé e degli altri, è in realtà già ben presente in infanzia. «Bambole, libri, personaggi della tv e del cinema, spirito di emulazione, tutto - secondo la Alderson - è un modo per esplorare, entrare in contatto con le differenze. Tutto serve per tenere aperto il canale di comunicazione, senza cadere in giudizi tranchant che potrebbero lasciare segni indelebili».

Siamo noi l’esempio

I bambini copiano naturalmente ciò che vedono fare dai loro fratelli maggiori e dai loro genitori. «La figura di attaccamento primaria (di solito il principale caregiver) è incredibilmente influente sulla psicologia fino ad arrivare ai preadolescenti - afferma la dottoressa Jenna Vyas-Lee, psicologa clinica e co-fondatrice della clinica di salute mentale Kove - ecco perché dobbiamo essere consapevoli delle nostre convinzioni e di quello che diciamo e facciamo». Assolutamente da evitare i commenti troppo autocritici. I bambini dovrebbero essere incoraggiati ad accettarsi come perfettamente imperfetti. Fiona Yassin, psicoterapeuta, fondatrice e direttrice di The Wave Clinic avverte che, man mano che i bambini crescono, il trucco a volte può essere usato per nascondere sentimenti negativi. «Spesso vediamo giovani che hanno problemi con la loro pelle o che sono stati vittime di bullismo per il loro aspetto truccarsi di più, quindi, man mano che i figli crescono, è fondamentale prestare attenzione a questi cambiamenti, anche se sembrano minimi». Una buona pratica - oltre a tenere una via di comunicazione più aperta e schietta possibile - è andare a fare shopping insieme, aiutando ragazze e ragazzi a basare la loro routine sulla salute della pelle, con formulazioni più leggere (come creme idratanti colorate e balsami per labbra) piuttosto che prodotti pesanti.

Sono grasso, posso mettermi a dieta?

Parole che spaventano, sempre, un genitore. Perché cadere in un disturbo del comportamento alimentare non è così difficile. L’infanzia dovrebbe essere un momento di gioia e libertà, ma, purtroppo, i bambini diventano consapevoli delle connotazioni negative della nostra cultura riguardo al grasso già tra i tre e i cinque anni. Imparano i pregiudizi non solo dai media e dai social, ma anche dal modo in cui si parla del corpo a scuola e dal modo in cui parliamo e trattiamo il nostro corpo in famiglia. Anche i commenti “usa e getta” dei propri cari hanno un effetto dannoso, quindi bisogna adottare tolleranza zero verso frasi come "sei ingrassato" o parole come "robusto", "tozzo" o "grande" per descrivere l'aspetto di una persona. Mai fomentare il senso di colpa riguardo al cibo.

Voglio gli addominali scolpiti

Ragazzi e ragazze sono sulla stessa barca! La cultura dell’apparire colpisce ogni genere. È ampiamente riconosciuto che le ragazze subiscano pressioni per adattarsi agli standard di bellezza fin dalla tenera età, ma i ragazzi non sono certo immuni. Dai muscolosi e bellissimi eroi dei film d’azione (Marvel vi dice qualcosa?) ai corpi cesellati che si vedono nei tanti reality che navigano sulle nostre tv, tutto punta al raggiungimento di addominali duri come la roccia. Quindi come affrontare il tema dell'allenamento e della costruzione muscolare con tuo figlio? Attenzione ai primi segnali. Se dicono che non si sentono bene, o che non gli piace il loro aspetto, è necessario affrontare la questione in modo sereno e serio, senza minimizzare. Quando si acquistano dei vestiti, è bene sempre chiedere “Come ti fa sentire?”, “È comodo?”, “Ti senti sicuro?”. Questo aiuta ad aprire una giusta via di comunicazione. E se l’ossessione per la forma fisica è molto forte, forse vale la pena trovare un personal trainer che possa supervisionare la loro routine e segnalare quando diventa troppo intensa.

La depilazione

La depilazione è stata la norma di bellezza per molte generazioni, ma le cose sono cambiate: ora è più una scelta e meno un tabù. E’ necessario spiegare che i peli del corpo hanno una funzione biologica ma, oltre a ciò, spetta ai nostri figli decidere se rimuoverli o meno. Attenzione a dire “no” troppo secchi e poco argomentati. In un mondo ideale nessuno dovrebbe vergognarsi dei peli del corpo, ma non viviamo in un mondo ideale. Il tema della depilazione si intreccia con le norme di bellezza di genere e gli standard di bellezza eurocentrici. Anche in questo caso, se c’è una richiesta in tal senso, è bene accompagnare alla scelta di prodotti validi e sicuri. Sempre cercando di costruire accettazione e fiducia, il che implica avere conversazioni non giudicanti. Se si è insicuri riguardo alla via da percorrere, meglio chiedere consiglio a un esperto, soprattutto se vostro figlio è transgender.

Capelli e tinta

Se i bambini intendono tingersi i capelli, è meglio aspettare fino a dopo i 12 anni, altrimenti potrebbero rischiare di contrarre allergie. Pertanto, i gessetti per capelli e gli spray colorati temporanei potrebbero essere più adatti ai più piccoli. Se c’è il sospetto che dietro alla richiesta di tingersi i capelli ci siano atti di bullismo (magari contro chi ha i capelli rossi) potrebbe essere indicato “aggirare il problema”. Magari portando esempi di “vip” con le loro stesse caratteristiche. Questo approccio potrebbe aiutare i bambini a superare “la pressione degli standard di bellezza eurocentrici” per esempio nel voler lisciare i loro capelli ricci, crespi o afro.

Lo spauracchio chirurgia estetica

“Sono più carina con un filtro. Posso sottopormi a interventi di chirurgia estetica o ritocchi?”. E qui corre un brivido lungo la schiena. Cosa rispondere? Molti studi hanno dimostrato come i social media possano indurre i bambini a non amare il proprio corpo, nove bambini su 10 sono esposti online a contenuti di bellezza tossici. Quindi, come parliamo ai bambini dell’impatto dei filtri? Iniziare spiegando il “magico mondo degli influencer”, come funzionano gli algoritmi per proporre determinati tipi di contenuti, come vengono pagati gli influencer per promuovere determinati prodotti e idee. Gli interventi estetici sui minori di 18 anni dovrebbero essere considerati con attenzione e di solito vengono eseguiti in circostanze eccezionali, in attesa di una valutazione psicologica. Non dimentichiamo, però, che i giovani possono fiutare le bugie a un miglio di distanza. Se diciamo loro che sono belli così come sono, ma poi il nostro approccio a problematiche simili è contraddittorio, rischiamo di minare il rapporto di fiducia. La comunicazione deve sempre essere, per quanto possibile, chiara, serena, aperta, senza giudizi inutili.