Lunedì 24 Giugno 2024

L’estate di Briglia 1949. Volumi ampi stile anni ’80 nel segno della vestibilità

La passione per l’equitazione ha dato il nome al brand, Briglia 1949, con la data che è quella di nascita...

La passione per l’equitazione ha dato il nome al brand, Briglia 1949, con la data che è quella di nascita del capostipite della famigla Carillo. Il salto nel mondo della produzione evoluta, nel mercato internazionale e nelle fiere importanti come Pitti Uomo avviene per merito di Michele Carillo, 44 anni, presidente, amministratore delegato e direttore creativo del marchio. Con lui lavorano in azienda le due sorelle, Rosaria che si occupa dell’amministrazione e Nelly che cura la parte commerciale. Dunque un’azienda di famiglia, basata a San Giuseppe Vesuviano, che dalla produzione primaria di pantaloni negli ultimi anni è passata con successo al capospalla.

"Mi occupo dell’azienda da undici anni come ad e direttore creativo – spiega Michele Carillo – e curo molto il lancio nazionale e internazionale della nostra azienda. Siamo partiti piano piano, ma la cultura di famiglia ci sta aiutando molto, la nostra storia iniziale come terzisti ci ha dato esperienza e fama ed eccoci alla sfida di oggi a Firenze dove siamo presenti in fiera in Fortezza dal 2017. Vendiamo i nostri capi in tutto il mondo anche se il mercato italiano resta quello di riferimento per il 50%. Andiamo bene in Giappone e America come pure in Canada".

A oggi Briglia 1949 è venduto in 500 store al mondo, e l’intento resta quello di puntare alle migliori boutique da uomo. L’attenzione è concentrata sul buon rapporto prezzo-qualità, per un sartoriale casual d’impronta molto contemporanea. Tutti i prodotti, pantaloni e giacche, sono tinti in capo o in pezza per dare alle collezioni un’identità unica, con anche un’ampia proposta di vestibilità.

"Per me partecipare a Pitti Uomo è sempre importante – continua il presidente Carillo – perché al salone ci si incontra, ci si guarda intorno, ci si confronta e si scambiano le idee. E questo è fondamentale. Poi si parla coi clienti ascolando le loro richieste. Da qui parte il mio lavoro. Il problema resta il trovare la manodopera per mantenere livelli di buona sartorialità e continuare a produrre non solo in Italia ma quasi a km zero".

Lo stile di Briglia 1949 richiama naturalmente alla grande tradizione della sartoria napoletana con tocchi continui di aggiornamento all’oggi. "Tutto è in evoluzione – conclude il presidente – e noi imprenditori della moda dobbiamo anticipare i tempi. In questa collezione nuova per l’estate 2025 i volumi sono più ampi, un po’ anni Ottanta, con giacche dritte e non attaccate al corpo, e pantaloni morbidi. Vendiamo molto bene anche i nostri pantaloni genderless, che piacciono molto alle donne".

Eva Desiderio