Giovedì 11 Aprile 2024

Nebbia e smog, ma quanto durano? Il meteorologo: tregua in arrivo in Pianura padana

Edoardo Ferrara di 3BMeteo: cosa dobbiamo aspettarci e le conseguenze della prevista perturbazione atlantica, possibile vortice ciclonico

Roma, 19 febbraio 2024 – Nebbia e smog, ma quanto dura? Mentre da giorni si chiudono le autostrade, dall’Autobrennero all’A26 all’A1 proprio per mancanza di visibilità e paurosi tamponamenti, cerchiamo di capire da Edoardo Ferrara, meteorologo di 3BMeteo, quando si aprirà uno spiraglio almeno sulle condizioni del tempo. 

Nebbia e smog, quanto durano? Le risposte del meteorologo
Nebbia e smog, quanto durano? Le risposte del meteorologo

Nebbia e smog, quali sono le previsioni?

"In giornata – chiarisce Ferrara rispondendo a mezzogiorno alle domande di Qn.net – le nebbie dovrebbero sollevarsi e la qualità dell’aria dovrebbe migliorare, almeno sulla Pianura padana orientale. Tra domani e mercoledì sono possibili banchi di nebbia soprattutto lungo il Po, in particolare tra la notte e la mattina. Da giovedì l’arrivo di una perturbazione atlantica – che potrebbe poi formare un vortice ciclonico sull'Italia nel prossimo weekend – porterà piogge e rovesci, in Pianura padana abbatterà gli inquinanti e anche il rischio di nebbia sarà molto ridotto”.

Quanto dura la tregua?

“Da giovedì – è la previsione dell’esperto di 3BMeteo – per 4-5 giorni, fino a lunedì incluso, le nebbie non dovrebbero più ripresentarsi, se non in banchi molto localizzati ma non diffusi come è stato invece in questo periodo”.

Pioggia e miglioramento dell’aria, da quando

“Mi chiede se nebbia e smog sono legate? Di solito quando c’è nebbia persistente nella pianura padana significa che è presente un ristagno di aria nei bassi strati, tipico dei periodi anticiclonici, e quindi è presente anche un ristagno di inquinanti. Ma, per contro, l’aria può essere inquinata anche senza la nebbia. Per pulirla davvero servono pioggia e vento, due fattori che poi fanno dissolvere anche la nebbia”.

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La nebbia è aumentata?

"No – chiarisce il meteorologo -. Anzi, negli anni 80 e 90 era molto più frequente in Pianura padana. Oggi, invece, fa più caldo e quindi le nebbie fanno più fatica a organizzarsi. Infatti hanno bisogno di un irraggiamento notturno, cioè di un raffreddamento in condizioni anticicloniche”.