di Loredanna Del Ninno

Scriveva Lewis Mumford - urbanista e sociologo statunitense - che tra le funzioni principali di una città c’è quella di trasformare l’energia in cultura. "L’architettura del futuro – esordisce Nicoletta Gandolfi, membro della commissione ambiente dell’Ordine degli architetti di Bologna – deve essere in grado di dialogare e rispettare l’ambiente, mediante l’utilizzo di materiali sostenibili e recuperabili ed energie rinnovabili in linea con l’economia circolare".

Qual è il suo concetto di sostenibilità ambientale?

"È un concetto da mettere in pratica a 360 gradi: dalla mobilità all’edilizia, allo smaltimento dei rifiuti alle risorse, per giungere alla tavola e alle scelte che accompagnano la vita quotidiana. Intendo auto elettriche, uso di di pannelli solari e fotovoltaici, promozione degli spazi verdi, consumo di cibo a chilometro zero e di stagione. Fino alla riduzione dell’utilizzo della plastica e al suo corretto smaltimento".

Quando una città può considerarsi green?

"Quando attribuisce un ruolo fondamentale alle aree verdi, pubbliche e private, incentivando la mobilità sostenibile, l’uso di energie rinnovabili e la digitalizzazione. Deve essere quindi anche smart, cioè puntare all’innovazione e al risparmio, prevedendo, ove possibile, rigenerazione urbana e riqualificazione".

Una buona progettazione migliora la qualità della vita?

Certamente. La corretta distribuzione degli spazi, della luce e del colore, compresa la presenza di aree verdi, influisce sulla psiche e sul benessere. A cominciare dai luoghi di cura, come ospedali ed Rsa".

Cosa si può fare per rendere più confortevoli i luoghi di cura?

"Il principio fondamentale è la “deospedalizzazione degli ambienti sanitari” che si traduce nel far sentire il paziente o l’ospite, nel caso delle Rsa, come a casa propria. Deospedalizzare vuol dire creare comfort ambientale per il benessere del paziente e quindi dell’organismo. Riflettendoci, fin dall’antichità, con il Feng Shui che appartiene alla cultura cinese, la filosofia è la ricerca dell’armonia tra uomo e ambiente".

Cosa è la bioarchitettura?

"La bioarchitettura va nella stessa direzione: vuole perseguire l’equilibrio tra salute dell’ambiente e dell’uomo, utilizzando le risorse naturali, in sintonia con il luogo: sole, vento, acqua, calore della terra. Impiega l’energia prodotta da questi elementi e utilizza materiali naturali come il legno".

L’attuale emergenza sanitaria inciderà sui progetti futuri?

"Quanto accaduto ha imposto un ripensamento degli stili di vita e degli spazi, che devono essere flessibili e riadattabili a più funzioni, senza generare promiscuità. Valgono comunque i princìpi della buona architettura. La situazione attuale prima o poi sarà gestibile. A mio avviso non c’è quindi necessità di stravolgere o modificare sostanzialmente le progettazioni future".