Giovedì 30 Maggio 2024

Tv e giornalismo: lavori in corso per tenere il passo della realtà

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È un mezzo ormai antico, si trova sotto assedio per l’avvento di nuove forme di comunicazione e deve anche affrontare una realtà in continuo cambiamento: la tv è nel pieno della tempesta, eppure sembra intenzionata a navigare ancora a lungo e senza troppe esitazioni. Al Festival delle tv, che si chiude oggi a Dogliani (Cuneo), la velocità e la forza dei cambiamenti in corso si sono fatalmente presi la scena, suscitando dibattiti serrati fra gli addetti ai lavori e la curiosità di un pubblico numeroso, a dimostrazione di una popolarità del mezzo che appare tutt’altro che tramontata.

Le tv, è questa la scommessa del Festival, sono tutt’altro che superate e anzi stanno vivendo con spirito creativo una fase di necessaria trasformazione, dialogando coi social network e i nuovi linguaggi della comunicazione, senza però rinunciare alla propria vocazione originaria. Basta scorrere il programma della giornata di ieri – e i nomi degli ospiti – per averne una riprova.

Si è discusso delle “grandi inchieste“ (con cronisti specializzati come Antonio Ivane e Nello Trocchia), formula principe del giornalismo, strumento forse irrinunciabile a prescindere dei modi di pubblicazione o messa in onda: semmai c’è da chiedersi se questo genere sia abbastanza praticato e se non sia la scommessa principale da giocare nel futuro.

Altro tema chiave: “Informazione e realtà: stessa velocità?“, un dubbio da sciogliere sul campo, e che ha impegnato a Dogliani la direttrice di Qn, Resto del Carlino, il Giorno e La Nazione Agnese Pini con altri direttori di testate vecchie e nuove, da Massimo Giannini e Luciano Fontana a Stefano Feltri e Francesco Cancellato. E ancora gli incontri sull’economia “nello scenario post globalizzazione“; sul rilievo della comunicazione nella vecchia-nuova cultura del lavoro; sulla “artechreativity“, ossia “come cambiano la produzione e il racconto ai tempi del metaverso“. Insomma: per tv e giornalismo è l’era dei lavori in corso.