Mercoledì 22 Maggio 2024
ANDREA MARTINI
Magazine

Ma adesso ci vuole un altro domani

Il successo del film di Paola Cortellesi ai David di Donatello apre nuove prospettive per il cinema italiano, ma si pone la questione degli investimenti e della distribuzione. Altri film premiati confermano l'ecletticità e la vitalità del settore. Resta da vedere se questo trend positivo sarà sostenuto nel futuro.

Roma, 4 maggio 2024 – La scommessa sui premi del David di Donatello è una delle più semplici perché ogni anno vi è un film faro la cui luce si vede da lontano. Naturalmente quest’anno ‘C’è ancora domani’ ha messo tutti d’accordo. In sala ha superato i 37 milioni (ma quando anche da noi si conterranno gli spettatori rendendo omogenei i dati nel tempo?) lasciando indietro film come Oppenheimer, Barbie, Wonka cioè i rappresentanti di tre generi amati dal pubblico che sulla carta non avrebbero avuto rivali italiani. Tanto meno un film di un’attrice esordiente girato in bianco e nero e ambientato nel dopoguerra. Ma sono proprio questi gli elementi che ne hanno decretato il successo. Quel periodo storico è stato sempre raccontato con gli occhi e il pensiero di allora, quasi fosse cronaca ma le generazioni passano e oggi i giovani considerano quelle stagioni storiche, lontane. C’è ancora domani le fa rivivere con il sentiment di oggi, con orgoglio femminista, e il pubblico non può che sentirsi coinvolto.

Paola Cortellesi sul red carpet dei David di Donatello 2024 (Ansa)
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Il relativo successo del film di Paola Cortellesi all’estero socchiude porte perché suscita un interesse per il nostro cinema generalmente legato a nomi già ampiamente noti. Il film dei David premiati ieri sono anche i medesimi che ci hanno meglio rappresentato già in passato. Dai classici come ‘Rapito’, ai moderni come ‘Io capitano’ fino alla sorpresa ‘La chimera’ (la cui affermazione è proprio legata al pubblico più giovane meno attento alla forma ma più alle modalità del sentire) passando per Il sol dell’avvenire il cinema italiano è stato rappresentato al meglio delle possibili ambizioni. Ma per un bilancio dell’annata fanno davvero fede gli happy few del Donatello? E soprattutto nell’immediato futuro è immaginabile che un exploit come quello di ‘C’è ancora domani’ possa ripetersi? Occorre tenere i piedi per terra.

Forse organizzare meglio gli investimenti. Soprattutto quelli statali che non devono essere meno generosi ma meglio attribuiti. Possibile che più della metà dei film italiani usciti negli ultimi dodici mesi e di fatto concorrenti ai David, non abbiamo visto la sala cinematografica se non per le poche necessarie per essere considerati prodotti finiti? Fortunatamente molti degli spettatori del pre-Covid sono tornati in sala. E sono tornati a non disdegnare i film italiani alcuni dei quali hanno segnato punti di resistenza. Tale può essere considerata la quota di 7 milioni raggiunta da Un mondo a parte una solida commedia diretta da Riccardo Milani (marito della Cortellesi, davvero un’ annata speciale per la famiglia).

Intanto ci si avvia all’immediato domani: a Cannes saremo rappresentati solo dal film di Sorrentino, ‘Parthenope’. E forse, patriotticamente, possiamo dirci rappresentati anche dalle radici italiane di ‘Challengers’ il film di Luca Guadagnino che ha un buon esito un po’ dappertutto, a partire dagli Usa. Ma tutto questo rassicura però non promette. Il cinema italiano è abituato alle montagne russe.

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