Storie di straordinaria normalità. Canino racconta di porto in porto

Massimo Canino, scrittore fiorentino, racconta 18 storie di persone comuni in "Frontemare", un libro che vuole ricordare i valori fondamentali. Parte del ricavato andrà alla fondazione dell'ospedale pediatrico fiorentino Mayer.

Ogni storia meriterebbe di essere raccontata. Raccontare storie passate, di altre epoche, di gente comune, che possano aiutare gli altri a non scordare i valori fondamentali: è questo il bisogno che ha sentito Massimo Canino (foto), scrittore fiorentino, giornalista e appassionato marinaio, dando vita a Frontemare, il suo nuovo libro (Minerva Edizioni). Un volume che raccoglie e racconta 18 storie di "persone straordinariamente normali, comuni", come le definisce Massimo, scritte dopo un viaggio di quattro mesi a bordo della sua barca a vela “Mary Bird VII“. "Sono storie di gente normale, che vive nei porti, gente che ho conosciuto, la cui esistenza può rappresentare un esempio di moralità, altruismo, amore per il prossimo e solidarietà – afferma Canino –, storie di epoche diverse, alcuni racconti me li hanno fatti i parenti dei protagonisti che non ci sono più". Come quella di una signora ultranovantenne, figlia di un medico, che con toni nostalgici rievoca la generosità di suo padre che dava soldi a chi non ne aveva, oppure gli acquistava medicine.

Uno spaccato di vita dove emerge il forte legame tra lo scrittore e il mare, tanto da aver percorso quasi 500 miglia andando a caccia di storie, per scriverle miglio dopo miglio. "Ho dedicato l’intero libro ai giovani, perché sappiano da dove siamo partiti e perché da questi racconti devono imparare valori come la generosità, l’altruismo, le stesse qualità che hanno avuto i miei protagonisti raccontandomi le loro storie di vita vissuta".

Canino ha reso la sua barca a vela una sorta di “barca-redazione“, l’ha trasformata in un raccoglitore di ricordi pronti a rivivere tramite le parole scritte, per poter essere fonte di insegnamento. "L’idea del libro nasce durante una vacanza all’Elba quando incontrai un minatore che mi raccontò la sua esperienza, lunga più di trent’anni. Una vita di stenti. Un uomo che vedeva raramente la luce del sole. È lì che mi è scattato qualcosa: rendere pubblico ciò che le persone prima di noi hanno vissuto e provato", spiega Canino. Anche lo stesso autore ha imparato qualcosa da questi racconti, decidendo di devolvere parte del ricavato alla fondazione dell’ospedale pediatrico fiorentino Mayer. Martedì scorso ha presentato il suo libro al Senato e ci tiene a lanciare un appello: "Mi metto a disposizione degli istituti di primo e secondo grado per andare a presentare il libro nelle classi e diffondere queste storie".

Linda Coscetti

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