Muti a Busseto: "Difendere Verdi. Sempre"

Il maestro rende omaggio al compositore: "Chiediamoci se ne siamo degni custodi. La sua villa diventi come Casa Mozart a Salisburgo"

Muti a Busseto: "Difendere Verdi. Sempre"

Muti a Busseto: "Difendere Verdi. Sempre"

Marchetti

BUSSETO (Parma)

"Viva Verdi!", esclamano gli amici del Club dei 27, la ‘società’ dei cultori delle opere del Maestro (sono rigorosamente in 27, uno per ogni opera del compositore) . "Difendete sempre Verdi, difendetelo", raccomanda loro Riccardo Muti, autografando una fascia tricolore. Un ragazzo gli fa firmare un’antica partitura del Rigoletto, un altro gli mostra un libro dedicato ad Arturo Toscanini, qualcuno ha conservato la locandina del Falstaff che diresse qui nel 2001. Perfino al Caffè Centrale la sua foto è appesa accanto al ritratto del compositore.

Qui a Busseto c’è il genius loci di Giuseppe Verdi, e quindi per Riccardo Muti (che di Busseto è cittadino onorario dal 1997) questa non può che essere – veramente – casa. Proprio qui, in una giornata quasi di primavera, Muti è tornato ieri per celebrare Verdi, per rendergli omaggio e per ‘proteggerlo’ da coloro "che vogliono usarlo solo per fare show in palcoscenico", registi che ne fanno letture strampalate, o direttori e cantanti che cercano soltanto l’effetto, magari "il do della Pira che è l’unica nota che Verdi non ha mai scritto".

Sulla piazza di Busseto (intitolata al musicista), il direttore è stato l’ospite d’eccezione della cerimonia per la conclusione del restauro del monumento a Verdi, curato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze: la colossale statua in bronzo fu collocata nel 1913 e allora fu Arturo Toscanini a inaugurarla. Proprio accanto, lungo la ‘Strada del melodramma’, la ‘walk of fame’ della musica e della lirica, sono state scoperte due nuove pietre, una dedicata a Muti, l’altra al suo maestro Antonino Votto che di Toscanini fu assistente. "Lei, Maestro, è il nume tutelare della cultura verdiana – ha detto il sindaco Nevicati –, il ponte fra noi ascoltatori e il patrimonio verdiano che lei studia e valorizza in modo esemplare".

"Continuo a dedicare a Verdi gran parte dei miei studi, e lo interrogo ogni giorno – spiega il Maestro – Il pensiero musicale di Verdi è capace di spandere il senso della fratellanza e dell’amore fra i popoli, e in questo senso è al di sopra di ogni divisione politica. Ma mi domando: noi italiani siamo degni custodi dell’opera di Verdi? A volte no". Chi potrebbe mai andare nella Cappella Sistina a ‘ritoccare’ gli affreschi di Michelangelo? E chi si azzarderebbe a ‘modificare’ i versi di Dante? "Eppure c’è chi non ha problemi a mettere le mani nelle opere di Verdi", ha aggiunto il Maestro. A Verdi – ha ribadito Muti – l’Italia deve rendere il massimo onore.

Ed è importante che qualcosa si muova anche per il futuro della villa di Sant’Agata, a pochi chilometri da Busseto: proprio tre giorni fa, il ministero della Cultura ha annunciato che verrà espropriata, come bene di pubblica utilità.

"Non do un giudizio sulle modalità dell’esproprio, ma se l’obiettivo è quello di fare diventare la casa di Verdi come, ad esempio, quella di Mozart a Salisburgo, non posso che gioirne – ha commentato il direttore –. Speriamo diventi un centro importante per il mondo, da visitare per conoscere l’ambiente dove Verdi ha costruito gran parte delle sue opere".

E come tributo d’eccellenza a Verdi e alla sua grandezza, ieri sera nel teatro bomboniera di Busseto Riccardo Muti ha replicato il gran galà che venerdì sera aveva concluso la 34ª edizione di Ravenna Festival, dirigendo la sua amata Orchestra giovanile Cherubini, il coro del teatro di Piacenza e un cast di grandi voci (Luca Micheletti e Riccardo Zanellato, Elisa Balbo e Juliana Grigoryan, Rosa Feola, Isabel De Paoli, Giovanni Sebastiano Sala, Riccardo Rados e Vittoria Magnarello) in un viaggio dal primo all’ultimo Verdi, da Macbeth a Don Carlo e Otello, un caleidoscopio di emozioni e di sentimenti con tutte le sfumature dell’animo umano, la furia e la preghiera, il dolore e la speranza. "Verdi è il pane quotidiano dell’anima del mondo – ha sottolineato il Maestro –, e in questo spirito vogliamo continuare a ricordarlo e celebrarlo".

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