11 apr 2022

E se lo smart working non fosse una grande idea per l'ambiente?

I lavoratori agili vanno meno sul luogo di lavoro, ma spesso percorrono distanze più lunghe e così si perdono gli eventuali risparmi di emissioni di anidride carbonica  

Che conseguenze ha il lavoro in remoto sull'inquinamento?
Che conseguenze ha il lavoro in remoto sull'inquinamento?

Lo smart working che si è diffuso durante la pandemia sembrerebbe qui per rimanere, anche in Italia, probabilmente in una forma ibrida che prevede alcuni giorni in ufficio e gli altri lavorando da casa. Uno scenario positivo per l'ambiente, giusto? Meno spostamenti in auto e con i mezzi pubblici, uguale meno inquinamento. E invece l'equazione non è così ovvia: anzi, secondo un nuovo studio della University of Sussex, potrebbe non esserci alcun miglioramento in termini di emissioni di anidride carbonica. I lavoratori "agili" spesso abitano più lontano e così, pur recandosi sul luogo di lavoro anche solo due o tre volte, nell'arco di una settimana percorrono distanze più lunghe rispetto ai colleghi sempre presenti.

I ricercatori se ne sono accorti analizzando i dati di 3,6 milioni di spostamenti effettuati da 269 mila lavoratori inglesi, nel periodo dal 2005 al 2019. È emerso che le persone che lavoravano da casa una o due volte alla settimana, ossia l'ampia e più rilevante maggioranza dei lavoratori smart, facevano il 14,9% in meno di viaggi pendolari, ma al tempo stesso coprivano in totale una distanza più lunga di 13 chilometri circa. Inoltre i lavoratori da remoto, avendo più tempo libero e facilità di organizzarsi, nel corso della settimana si muovevano più spesso per commissioni e altre attività extra lavorative. Meno pendolari a tempo pieno, insomma, non significa automaticamente meno chilometri di spostamenti e meno emissioni totali.

Lo studio, specificano i ricercatori, ha portato alla luce queste correlazioni fra lavoro in remoto e abitudini di spostamento, ma non stabilisce un nesso causale, perché potrebbero contribuire anche altre variabili ancora da individuare. Tuttavia, la ricerca "ha scoperto che lo smart working può avere conseguenze indesiderate che controbilanciano i potenziali risparmi di viaggi e di anidride carbonica", dice il professor Steven Sorrell; "Se devi andare sul luogo di lavoro solo un paio di giorni a settimana, puoi decidere di vivere più lontano. E se lavori da casa, puoi decidere di fare qualche uscita in più, ad esempio per fare un po' di spesa. Bisogna tenere conto di queste possibilità quando si valuta il contributo del telelavoro agli obiettivi di riduzione delle emissioni".

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