Israele, bufera Sanremo. La Russa: “Dimenticati gli ostaggi”. Stop ai cantanti, polemica su Venier

Il presidente del Senato critico con Amadeus, accusato di non aver citato il comunismo. E la conduttrice di ‘Domenica In’ a Dargen D’Amico e ai cronisti: questa è una festa, parliamo di canzoni

Roma, 12 febbraio 2024 – Senza voce, imbarazzata nel gestire una polemica più grande di lei. Mara Venier, la ‘zietta’ di Domenica In, è rimasta spiazzata davanti a Dargen D’Amico che parlava di migranti, arrivando a zittirlo come un bambino che ha fatto una marachella: "Va bene - ecco la frase - però qui è una festa, ci vorrebbe troppo tempo per affrontare determinate tematiche; qui stiamo parlando di musica e quindi chiedo scusa a tutti quanti". Venier che poi, fuorionda, se la prende con i giornalisti che fanno domande ‘fuori tema’: "Così mettete in imbarazzo me – si è sentito – non vi faccio parlare più, perché non è questo il posto per dire alcune cose". Infine Mara Venier che, stremata, legge il comunicato dell’ad Rai Sergio che, rispondendo alle critiche dell’ambasciatore israeliano sulle parole di Ghali del giorno prima ("Basta con il genocidio"), esprime solidarietà a Israele, e finisce aggiungendo: "Queste sono parole che condividiamo tutti".

Mara Venier, a 'Domenica In speciale Sanremo', legge il comunicato Rai
Mara Venier, a 'Domenica In speciale Sanremo', legge il comunicato Rai

Nel frattempo le polemiche dei partiti sul Festival non si placano. Ad aprire i giochi era stato Ignazio La Russa. "Di fronte a un cantante che ricorda il dramma dei palestinesi – è la frase del presidente del Senato – al posto del conduttore avrei ricordato anche coloro che sono tenuti in ostaggio dai terroristi di Hamas". E ancora su Amadeus: "ha ricordato le foibe, anche se ha parlato solo del regime di Tito... gli italiani sotto i cinquant’anni neanche sanno più chi era. La parola ‘comunista’ non è poi così difficile da pronunciare". L’opposizione, invece, con Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana, si è scagliata contro Domenica In e Venier "che zittisce Dargen D’Amico mentre parla di persone migranti, che redarguisce i giornalisti e legge un comunicato dell’ad Rai in cui si solidarizza unicamente con Israele: è TeleMeloni".

Concordano i componenti del Pd della commissione di Vigilanza Rai, secondo cui "la libertà di espressione degli artisti è sacrosanta e va rispettata. Ieri abbiamo assistito a una brutta pagina della Rai con l’ad che si è elevato a giudice dei contenuti di una canzone e di ciò che dice un artista sul palco e Mara Venier che si è prestata a fargli da megafono". L’ex ministro Pd, Andrea Orlando, rincara: "Come boomermi vergogno un po’. L’ottusità censoria che si è sviluppata nelle ultime 48 ore è imbarazzante. La presentatrice viene invitata dai deputati di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a esprimere solidarietà anche nei confronti dei palestinesi, che è stato anche il pensiero di Stefania Ascari, deputata del M5s e la collega Barbara Floridia, presidente Vigilanza (M5S) ha ricordato "il dovere dell’equilibrio".

Un vero plotone d’esecuzione, dunque, per Venier, alla cui difesa ha pensato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, leader di Forza Italia: "Ieri pomeriggio c’è stato un intervento da parte di Mara Venier che ha letto una dichiarazione di Sergio, che ha riequilibrato la situazione. Il primo giorno sembrava una scelta soltanto di una parte, la seconda è stata più equilibrata, ha portato equilibrio in una posizione che pendeva solo da una parte". Il capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri pensa altro: "Credo che le parole dell’ambasciatore israeliano siano condivisibili e le ho condivise pubblicamente. Il comunicato Rai è tardivo e insufficiente".

Eppure, le parole di Ghali hanno conquistato l’ex ministro della Cultura vaticano, il cardinale Gianfranco Ravasi, da sempre appassionato del Festival sanremese. E infatti, lo stesso Ravasi ha ripropo sto sul suo profilo X il passaggio della canzone del rapper milanese, di fatto dandogli il suo sostegno: "Siamo tutti zombie col telefono in mano/Sogni che si perdono in mare. Ma qual è casa tua. Ma qual è casa mia. Dal cielo è uguale, giuro".

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