Sanremo 2024, a Loredana Bertè il Premio Mia Martini: “Non sono abituata ai primi posti”

La cantante 73enne dedica la sua vittoria alla sorella Mimì, alla quale è intitolato il premio della critica. “Pazza è la mia Guenica”, ha detto l’artista che compie 50 anni di carriera

Sanremo, 11 febbraio 2024 – Unica, travolgente e per sempre contro corrente. È Loredana Bertè la vera regina dell’Ariston, incoronata con il ‘Premio della Critica’ intitolato alla sorella Mia Martini. Una grande emozione per la cantante più rock del Festival di Sanremo 2024, lei che a 73 anni ha grinta e coraggio da vendere.

Non sono abituata ai primi posti, la mia comfort zone è l’ultimo”, ha commentato Loredana Bertè. “Vincere festival e critica non si può? La mia dedica va comunque a mia sorella Mimì e a tutte le donne, alle quali è rivolto il mio brano: voletevi più bene”. Un trionfo con un pizzico di amaro in bocca, visto che anche quest’anno era tra le favorite per il podio finale. Il suo obiettivo era “vincere Sanremo e andare all’Eurovision”.

Premio Mia Martini: emozione pura

I critici musicali non hanno dubbi: ‘Pazzaè la canzone dell’anno, almeno per contenuti e messaggi. Loredana, che ha ottenuto 54 voti, dedicherà il premio proprio alla sorella Mimì, prematuramente scomparsa 29 anni fa.

Il premio è un tributo alla sua dirompente energia: lei che a Sanremo si è presentata gli immancabili capelli azzurri, lunghi fino alle spalle e portati con una disinvoltura da ragazzina, con look vaporosi e audaci. Dalla minigonna e gli occhiali piumati della prima serata, i suoi look e sue performance sono state tutte in ascesa, serata dopo serata. 

“Pazza è la mia Guernica”

"Sapevo che 'Pazza' era la canzone giusta e volevo che diventasse di tutti, del pubblico che non ha mai smesso di seguirmi e già dalla prima sera è successo", ha detto Loredana Bertè, che già nella prima serata era arrivata al primo posto nella classifica della sala stampa.

E alla domanda su cosa significherebbe per lei vincere il premio della critica intitolato alla sorella Mia Martini, Loredana aveva replicato: "Chissà se succede, vediamo. Sono più abituata ad essere ultima che prima". E, invece, è successo.

“Questa canzone è arrivata in un momento in cui volevo chiudere la guerra con me stessa. È la mia Guernica, anche se vorrei essere sempre perfetta, non lo sono", conclude.

Pazza: 50 anni di carriera

La canzone ‘Pazza’ è stata inclusa nella raccolta ‘Ribelle’, uscita il 9 febbraio per celebrare i suoi cinquant'anni di carriera discografica, che contiene 57 brani selezionati tra quelli del suo repertorio.

“Col cuore che ho spremuto come un dentifricio E nella testa fuochi d’artificio Adesso vado dritta ad ogni bivio Va bene sono pazza che c’è, che c’è”

Un testo intenso, vero e che fotografa le emozioni che Loredana ha sempre portato con disinvoltura e grazia sul palco. Un atto di generosità verso i fan, ma soprattutto una nota di verità, senza ipocrisia, che ha sempre contraddistinto l’artista calabrese, considerata una delle interpreti più rappresentative della musica leggera italiana.

Dodici volte a Sanremo

Con un palmares da far impallidire – 18 album in studio e 5 dal vivo, 2 Ep e 4 raccolte ufficiali – ha venduto oltre 8 milioni di dischi. Una carriera sfolgorante, ma una vita piena di inciampi e saliscendi. Una vita sentimentale difficile, con un vissuto familiare alle spalle doloroso. Dal difficile matrimonio con il tennista Björn Borg all’uscita di scena sofferta, per poi tornare più forte di prima come una vera araba fenice che si rispetti.

Loredana Bertè ha partecipato complessivamente a 12 edizioni del Festival di Sanremo. Nel 2008 le è stato assegnato il ‘Premio alla carriera città di Sanremo’ e nel 2019 – si dice per placare il malcontento del pubblico in sala dovuto al suo quarto posto con il brano ‘Cosa ti aspetti da me’ – è stato inventato per lei il ‘Premio Pubblico dell'Ariston’.

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