Allevi in lacrime a Sanremo: "Sono malato, vivo il presente"

"Il mieloma non si vince, ha colpito la mia capacità di suonare. Ma la mia presenza qui è per testimoniare forza e speranza"

Giovanni Allevi a Sanremo (Ansa)
Giovanni Allevi a Sanremo (Ansa)

Sanremo, 7 febbraio 2024 – Una manciata di anni. "Non sono qui per festeggiare qualcosa perché, purtroppo, il mieloma è una neoplasia cronica, quindi, è una battaglia che non si vince mai ", ha ammesso ieri Giovanni Allevi nel suo monologo alla seconda serata del Festival provando a spingere in là la notte con voce tremula, ma animo fermo. 

"Quando non c'è più certezza del futuro, bisogna vivere più intensamente il presente . È come se avessi strappato alla mia fine una manciata di anni e voglio viverli più intensamente possibile". Un ritorno a Sanremo, il suo, fatto di lacrime e sorrisi, dolore e coraggio. "Se nei mesi scorsi mi avrei detto che sarei stato qui oggi a suonare, non ci avrei mai creduto", ha confessato. "E poi sono qui per provare a dare un po' di forza e speranza agli altri pazienti perché loro me la danno e voglio ricambiare con la stessa forza ed energia".

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Il monologo di Allevi

Davanti ad Amadeus e alle telecamere Allevi non ha avuto timore di parlare dei due anni di terapia e sofferenza che lo hanno portato a guardarsi dentro. "È stato come se la malattia mi porgesse, assieme al dolore, dei doni inattesi. Quali? La ritrovata consapevolezza del valore dell’unicità dell’individuo, ma anche la riconoscenza per l’affetto che si riceve dagli altri pazienti, la riscoperta dell’importanza della natura e del suo effetto salvifico, la scoperta dell’immortalità dell’anima, la liberazione dal peso del giudizio esterno, la gratitudine nei confronti della bellezza del creato. Non si contano le albe e i tramonti che ho ammirato dalle stanze d’ospedale. Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più".

I sintomi

I primi sintomi li ha accusati nel 2022 a Vienna. "Nel mio ultimo concerto, alla Konzerthaus, il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello. E non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi, pesantissima. All’improvviso mi è crollato tutto".

Big Mama, in gara tra i Big, che ha sconfitto un linfoma e ha parlato di Allevi come di un esempio. "Sono io che voglio ringraziare lei perché con le sue parole mi ha dato forza" , dice il musicista. "Questa esperienza della malattia ti mette in contatto col nucleo più profondo della fragilità umana che è terribile da attraversare, ma lì scopri la vita autentica. Ho avuto l’occasione di scoprire una nuova visione del mondo".

Il racconto

Allevi dice che la musica è stata un riferimento continuo durante le cure. "In ospedale ovviamente non avevo lo strumento a portata di mano, ma non è mai stato un problema: ho potuto comporre musica nella mia testa. Una musica libera, totalmente libera. E dava un senso alla mia sofferenza. Trasformavo il mal di schiena, l’ansia, la paura del futuro, del fatto che le terapie non funzionassero, in note. Che bello che la musica e l’arte siano l’occasione per trasformare la fragilità umana in una forza avvolgente".

Quella musica che all’Ariston l’ha preso poi per mano trascinandolo via con sé tra le volute della nuova Tomorrow, intitolata così "perché mi sono avvinato allo stoicismo di Marco Aurelio, grande imperatore filosofo, facendo mio il pensiero secondo cui quando non c’è più certezza del futuro bisogna vivere più intensamente possibile il presente. Per domani non intendo un futuro tanto allargato, ma piuttosto un presente allargato".

Le prossime date

In questo presente "allargato" ci sono pure i concerti (radi e distanziati perché, dice Giovanni "la malattia ha colpito anche la mia capacità di suonare il piano") che lo vedranno pure a Brescia il 27 febbraio, il 28 marzo a Ravenna, il 12 aprile a Varese, il 27 aprile e il 13 maggio a Milano, l’1 ottobre a Ferrara, il 27 ottobre a Firenze, il 13 novembre ad Ancona, il 15 dicembre a Bologna.

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