Una scena del film
Una scena del film

In corsa per il Leone d'Oro al Festival di Venezia 2021, il film di Mario Martone 'Qui rido io' ha diviso la critica, raccogliendo elogi o stroncature, senza che sembrino possibili vie di mezzo: giovedì 9 settembre esce nei cinema italiani e così il pubblico potrà dire la sua sulla ricostruzione cinematografica della vita del grande attore comico Eduardo Scarpetta (interpretato da Toni Servillo). Nell'attesa, ecco le coordinate principali, in modo da orientarsi al meglio.


Qui rido io, tutto sul film

La trama è ambientata a Napoli, agli inizi del Novecento: è il momento di massimo splendore per la carriera di Eduardo Scarpetta, che riempie i teatri regalando risate e buonumore a coloro che hanno pagato il biglietto. Un trionfo che accomuna la compagnia teatrale di famiglia, una tribù allargata che comprende mogli, amanti, figli legittimi e illegittimi (compresi Titina, Eduardo e Peppino De Filippo), tutti a ruotare attorno al polo magnetico rappresentato da Scarpetta. Il quale un giorno decide di mettere in scena una parodia del dramma 'La figlia di Iorio', tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D'Annunzio: è una mossa azzardata che porta feroci critiche da parte dei sostenitori di D'Annunzio e pure a una causa per plagio, la prima sul diritto d'autore in Italia. Comincia in questo modo il periodo più buio della vita e della carriera di Scarpetta.

La sceneggiatura di 'Qui rido io' è stata scritta dal regista Mario Martone e Ippolita Di Majo, che insieme avevano già firmato titoli come 'Il giovane favoloso' (ottimo), 'Capri-Revolution' (un po' così) e 'Il sindaco del Rione Sanità' (meglio). Presentando il proprio film a Venezia, Martone ha voluto sottolineare che il cuore pulsante è l'ambiguità di Eduardo Scarpetta, personaggio titanico e ingombrante per la sua famiglia, sul quale mantenere grande riserbo: "Per tutta la vita", ha raccontato Martone, "il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale". A portarlo in scena è il già citato Toni Servillo, accanto al quale troviamo Maria Nazionale, Cristiana Dell'Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta (classe 1993), Roberto De Francesco, Lino Musella, Paolo Pierobon, Gianfelice Imparato e Iaia Forte.

Il trailer



Le recensioni, cosa ne pensa la critica

Al di là di un condiviso riconoscimento per l'ottima interpretazione di Toni Servillo e per un cast in forma smagliante, la critica italiana presente al Festival di Venezia si è divisa. Il pomo della discordia è la quantità di spunti narrativi messi in campo: le dinamiche famigliari, quelle su palcoscenico, i diversi modi di intendere il teatro e il rapporto con gli spettatori, la questione legale del diritto d'autore e anche il mondo complesso e magmatico di Napoli. Di fronte a tanta abbondanza, c'è chi ha detto che Mario Martone si è mosso con efficacia e fluidità, chi invece l'ha trovato confuso e didascalico.