Martedì 16 Aprile 2024

“Harry ha mentito per avere il visto in Usa”. Nuove grane per il principe, ombre sull’abuso di droga

Il think tank Heritage sostiene che il principe possa aver omesso il suo passato da consumatore di cocaina dai documenti per il permesso di soggiorno temporaneo. L’uso massiccio di sostanze stupefacenti è raccontato in ‘Spare’

Londra, 24 febbraio 2024 – Una nuova bufera, l’ennesima, sul principe Harry: e se sulla sua autobiografia ‘Spare’ avesse esagerato sul suo abuso di cocaina, così da vendere più copie? È l’interrogativo che sta facendo grattare i capi tanto a Buckingham Palace quanto Oltreoceano, sulla spinta della richiesta dell’associazione conservatrice statunitense Heritage di accedere ai file relativi all’immigrazione e al visto del secondogenito di re Carlo III.

Il principe Harry ancora nella bufera (Epa)
Il principe Harry ancora nella bufera (Epa)

Secondo quanto raccontato dal Daily Mail, Il team legale del think tank con sede a Washington si è addirittura presentato in un tribunale federale, facendo presenti le parole pronunciate dal principe durante un’intervista rilasciata a Good Morning America il 16 febbraio scorso: “La cittadinanza statunitense è un pensiero che mi è balenato nella mente, ma non è un’alta priorità per me, al momento”. Da qui il seme della discordia: Heritage teme che Harry abbia mentito sulla richiesta del visto che gli sta permettendo di vivere negli Stati Uniti da ormai quasi quattro anni. Infatti, una delle domande presenti sul modulo è relativa all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti. Sebbene aver avuto problemi di droga non comporti automaticamente l’esclusione dal permesso di soggiorno, in molti sono portati a mentire per evitare problemi. Nelle prossime settimane, il giudice Carl J. Nichols si esprimerà a riguardo.

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Heritage vuole capire se al principe sia stata concessa una deroga – come può avvenire anche nei confronti di immigrati ‘non-vip’ – oppure se gli sia stato riservato un trattamento privilegiato, ma ciò si può scoprire solo accedendo ai file, ritenuti ‘sensibili alla privacy’ dalla legge. La questione ha fatto scendere in campo persino gli avvocati dell’amministrazione Biden: “Dire qualcosa in un libro non vuole dire che sia vero”, ha commentato John Bardo del Dipartimento della sicurezza interna. Insomma, la posizione del governo è che sì, Harry potrebbe aver mentito, ma non sulla domanda per il visto, bensì sulla sua stessa autobiografia. In quest’ultima, il duca di Sussex aveva scritto di aver fatto uso di cocaina, marijuana e funghi allucinogeni. 

Meno di tre settimane fa, Harry ha passato 24 ore a Londra per fare visita a Carlo III, in seguito alla sua diagnosi di tumore. Il ‘principe ribelle’ avrebbe passato appena 45 minuti in compagnia del padre e non avrebbe incontrato né il fratello William né la cognata Kate, in convalescenza dopo un’operazione all’addome il mese scorso. I tabloid hanno persino ipotizzato che Harry volesse tornare ‘working royal’ per un breve periodo, coadiuvando papà Carlo durante le sue cure, ma sembra che la risposta sia stata un secco no sia dalla parte del sovrano che da quella degli ufficiali di Palazzo. Le strade sono due: un impegno a tempo pieno e costante o nulla. 

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