Mercoledì 12 Giugno 2024

Svelato uno dei grandi misteri delle piramidi: un’autostrada d’acqua estinta

Egitto, uno studio condotto da un team di ricercatori internazionali spiega come gli enormi blocchi di pietra venivano trasportati dalle cave fino ai siti dove erano costruite le piramidi

Una veduta delle piramidi nel deserto egizio

Una veduta delle piramidi nel deserto egizio

Roma, 17 maggio 2024 - Un gruppo di scienziati ritiene di aver svelato uno dei più grandi misteri legati alla costruzione delle piramidi egiziane, quello del trasporto dei materiali usati. Secondo un gruppo internazionale di ricercatori per il trasporto dei blocchi di pietra che compongono le antiche costruzioni sarebbe stato usato un ramo del fiume Nilo oggi estinto e scomparso.

Le piramidi d’Egitto sono una delle costruzioni più affascinanti che ci sono rimaste del mondo antico. Sono state studiate da generazioni di storici e archeologi e oggi rappresentano la più importante attrazione turistica dell’Egitto.  Anche per il loro ‘lato oscuro’: da sempre sono al centro di teorie del complotto, leggende e misteri.

Nonostante siano state ampiamente studiate e in parte anche esplorate conosciamo ancora molto poco di queste meraviglie architettoniche. Gli esperti, in particolare, non sono mai riusciti a comprendere come siano state costruite e in che modo gli enormi blocchi di pietra che le compongono venissero trasportati e poi sollevati dagli antichi egizi ben 4000 anni fa.

Un gruppo di ricercatori egiziani, australiani e americani, guidato da Eman Ghoneim della University of North Carolina Wilmington ritiene di aver finalmente svelato uno dei misteri legati alla costruzione delle piramidi: i blocchi di pietra necessari per i cantieri sarebbero stati trasportati lungo un ramo del fiume Nilo che, nel corso dei secoli, si sarebbe prosciugato e sarebbe poi del tutto scomparso. Una vera e propria autostrada d’acqua, lunga 64 chilometri, che facilitò grandemente il trasporto dei materiali che servirono per innalzare le piramidi.

La teoria del trasporto dei blocchi via fiume non è nuova e circola negli ambienti accademici da molti anni. Agli storici, però, mancavano delle conferme. Il gruppo guidato da Eman Ghoneim ha svolto delle indagini tramite lo studio delle immagini satellitari per trovare la possibile ubicazione di un antico ramo del Nilo che correva lungo le pendici dell'altopiano del deserto occidentale, molto vicino alle piramidi comprese nella striscia che va da Giza a Lisht. In seguito, hanno fatto ricorso alle indagini geofisiche e al campionamento di sedimenti per confermare la presenza di sedimenti fluviali e di ex canali sotto l'attuale superficie del terreno.

I risultati raccolti, pubblicati sulla rivista Communications Earth & Environment, indicano la presenza di un antico ramo del Nilo, che i ricercatori propongono di chiamare 'Ahramat' (termine arabo che significa piramidi). La ricerca spiega anche perché queste antiche costruzioni sono concentrate in una regione che oggi è totalmente desertica e inospitale: secondo la ricostruzione proposta dagli studiosi, l'accumulo di sabbia portata dal vento durante un periodo di forte siccità cominciato 4.200 anni fa potrebbe spiegare la migrazione del ramo del Nilo verso est e il suo successivo interramento. Gli esperti hanno anche scoperto che molte delle piramidi in questione avevano strade rialzate che terminavano sulle sponde dell'ipotetico ramo fluviale Ahramat: questo potrebbe dimostrare che il fiume veniva utilizzato per il trasporto dei materiali da costruzione.