La percezione del valore di un vino è influenzata anche da fattori in realtà superficiali
La percezione del valore di un vino è influenzata anche da fattori in realtà superficiali

In una combinazione da manuale di "non giudicare un libro dalla copertina" e "l'abito non fa il monaco", meglio non comprare un vino basandosi solo sull'etichetta o sul prezzo. Basta che sulla bottiglia sia stampata l'illustrazione di uno château in stile francese (il castello, nel senso dell'edificio storico della cantina produttrice) e il consumatore medio si convince di avere di fronte un vino di qualità superiore, anche quando non è il caso. E per quanto riguarda il prezzo, quando si passa a una degustazione alla cieca può capitare di non distinguere i vini più pregiati e costosi da quelli più economici. Lo ha osservato una ricerca commissionata dalla catena di supermercati Aldi in collaborazione con Charles Spence, uno psicologo della Oxford University specializzato, fra le altre qualifiche, nelle dinamiche con cui percepiamo il cibo.

La prima parte dello studio si è svolta attraverso un sondaggio con duemila adulti inglesi, a cui è stato chiesto di indicare quale fosse la più costosa fra diverse bottiglie giudicandole solo dall'etichetta. Il 34% ha scelto un vino da 10 sterline, che portava in bella mostra uno château, mentre solo il 15% ha individuato correttamente la bottiglia più cara, un Clos Apalta 2013 in vendita a 95 sterline, dotato di un'etichetta composta da semplici scritte. A contorno, il 25% dei partecipanti si è detto convinto che il tappo di sughero sia sinonimo di vino migliore, rispetto al tappo a vite, e che più la bottiglia è pesante più il vino deve essere buono, tanto che sarebbero disposti a spendere fino al 40% in più. In realtà, nessuno di questi due fattori implica automaticamente che la qualità del vino sia superiore.

Nel secondo test, 53 persone hanno preso parte a una degustazione alla cieca; il loro livello di preparazione non è stato specificato, quindi è lecito supporre che si trattasse di bevitori "casuali". Una bottiglia da supermercato del valore di 6,49 sterline ha ricevuto una valutazione più alta rispetto a una rinomata bottiglia da 36,99 sterline. Per la prima i partecipanti al test si sono detti disponibili a spendere in media 9,97 sterline, per la seconda 7,77 sterline.

"I risultati mostrano chiaramente che non sempre il gradimento è proporzionale a quanto costa il vino, quando si assaggia alla cieca", dice il professor Spence (come riportato da WalesOnline); "Una conclusione del tutto coerente con numerosi studi condotti in passato, che sostengono che con il vino non esiste una correlazione particolare fra l'apprezzamento e il prezzo. Il sondaggio suggerisce che i consumatori spesso si basano sul prezzo come un fattore indicativo della qualità: un comportamento di acquisto classico, che alla fine può costare migliaia di sterline nell'arco di una vita".