Per lui la notte, la poesia e la chimera erano donne: Dino Campana e il “femminile“

Prende il nome da uno dei testi più significativi dell’opera di Dino Campana, che rappresenta anche l’essenza della sua poesia...

Per lui la notte, la poesia  e la chimera erano donne:  Dino Campana e il “femminile“
Per lui la notte, la poesia e la chimera erano donne: Dino Campana e il “femminile“

Prende il nome da uno dei testi più significativi dell’opera di Dino Campana, che rappresenta anche l’essenza della sua poesia dallo stesso poeta definita "europea, musicale e colorita". Batte Botte è il componimento che dà il titolo alla prima rivista letteraria di studi campaniani al mondo. Vede la luce a Marradi il paese in provincia di Firenze, oltre il Passo della Colla, al confine tra la Toscana e la Romagna, dove Campana nacque il 20 Agosto del 1885. Marradi, tra palazzi signorili e i castagneti secolari, diede a Campana gli anni sereni dell’infanzia, che cedettero presto il passo ai dissapori con un luogo troppo piccolo per contenere il suo disperato bisogno di conoscere il mondo. La rivista edita dal Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” ha cadenza annuale ed è stata concepita con il sogno ambizioso di diventare un punto di riferimento, una guida per tutti gli studiosi, gli artisti, gli appassionati che nel corso della vita si sono in qualche modo legati al nome di Dino Campana.

Il primo numero della rivista è dedicato a un tema fondamentale per la comprensione dei Canti Orfici: il femminile. "La figura femminile pervade tutta l’opera di Campana e si presenta declinata in varie forme spesso in contrapposizione tra loro: dalla vergine alla prostituta, dall’ancella alla matrona. Ma Campana femminilizza tante altre cose: donna è la notte, la montagna, la musica, l’acqua, la chimera. La stessa poesia pura che Campana insegue nel suo grande viaggio orfico si mostra come una donna sfuggente, solitaria, evanescente – spiega Mirna Gentilini, Presidente del Centro Studi Campaniani –. Campana era attratto dalla bellezza della donna in tutte le sue forme e ha partecipato con altri scrittori e poeti alla descrizione del mistero della seduzione del passo femminile, fortemente ispirato anche da Baudelaire e dalla poesia À une passante. Nelle sue liriche infatti la figura femminile è sovente rappresentata in movimento, è una donna che passa, e racchiude nella fugacità di un istante il suo incanto. Il contatto con la donna, con la sua bellezza conduce il poeta alla serenità dell’anima e gli trasmette l’impressione di entrare in armonia con la natura, in comunione con il mondo tanto da cantare: come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!".

Alessandra Maria Abramo

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