Mercoledì 17 Aprile 2024

Ridere con Max Angioni: "Cattiveria? Anche meno. Humour sì, bullismo no"

Il comico (lanciato da Zelig e da Le Iene) in tour col suo spettacolo teatrale "Ironizzo sulle mie nevrosi. E non mi interessa l’irriverenza a tutti i costi"

Max Angioni

Max Angioni

Milano, 15 febbraio 2024 – Anche meno è il titolo del nuovo spettacolo che Max Angioni da domani porta in giro per l’Italia (40 date, molte sold out), e il motivo è presto detto. Angioni teorizza un downshifting generalizzato, insomma accontentarsi di meno. "Fin da bambino sognavo di fare il comico ma, quando ho realizzato il mio sogno, non mi sono sentito arrivato, c’era ancora un buco. Vedo invece che tra i ventenni c’è molta meno ansia di fare, di arrivare, si godono di più la vita". Forse è per questo che Max va in terapia e la racconta nei suoi spettacoli. "Ci vado perché sono un insicuro, e perché mi hanno preparato male alla vita. A scuola avevo tre mesi di vacanza, ma quando lavori anche solo una settimana sembra impossibile".

Sfiora temi delicati, la morte. "La morte è ovviamente una cosa terribile, ma se fai un passo indietro puoi trovare gli aspetti ridicoli. Ricordo per esempio di un caro amico morto durante un’operazione. Lui era lì, sul tavolo, c’eravamo noi e i suoi parenti. Arriva il prete per l’estrema unzione e la prima cosa che dice è: “Chi è il morto?“".

Trentaquattro anni, città d’origine Como e studi a Milano, popolarità cresciuta negli ultimi anni con le partecipazioni a Italia’s Got Talent (in finale nell’edizione 2021), a Lol-Chi ride è fuori su Amazon Prime e Lui è peggio di me su Raitre con Marco Giallini e Giorgio Panariello, Max Angioni nasce a Zelig, che lui definisce "sport estremo". "Sali sul palco e hai tre minuti per far ridere il pubblico".

Ora è passato alle Iene: "All’inizio ero felice che mi avessero preso, ero disposto a fare qualsiasi cosa. Poi l’atteggiamento è cambiato, ho capito che devo fare qualcosa che sia sempre nelle mie corde. In una puntata avrei dovuto dire che, per lo sciopero dei taxi, non ce n’era neanche uno disponibile. Ma io quel giorno l’avevo preso! Così ho detto che molti non avevano trovato un taxi libero. Loro sono molto irriverenti, mentre io sono molto reverente". Tra i suoi modelli spicca Beppe Grillo, "perché è riuscito a riempire i palazzetti parlando di attualità". Il politically correct? "Si possono fare battute su qualsiasi cosa, soprattutto in fase creativa. In fase di edizione devi selezionare, a seconda del pubblico che ti trovi davanti. Tu sei su un palco col microfono, una posizione di potere, e non devi fare bullismo sugli spettatori. Se neanche il comico può dire la verità, chi può dirla?".

E gli appelli sul palco, come è accaduto a Sanremo? "Il pubblico che vuole ridere è come quello che va in pizzeria. Non mi sento a mio agio con gli appelli. Se tratti argomenti grandi la risata deve essere grande. Ma ammiro molto quelli che li fanno". Di sfuggita, anche qui, tocca temi come la guerra: "In Ucraina abbiamo un comico che è diventato presidente. In Italia non potrebbe accadere: ve lo immaginate Benigni che va all’Onu a chiedere più armi?" (lo imita, benissimo).

Il pubblico che lo accoglie più calorosamente è quello veneto, e anche torinese. "A Trieste, se lo spettacolo è alle 20,30, alle 20,28 sono tutti già seduti. A Roma entrano fino alle 21,40". Il testo è in continua evoluzione, "un giorno mi ha fermato una signora sui 60 anni e mi ha chiesto un selfie. Le ho domandato per chi fosse, immaginavo per la figlia. Invece mi ha risposto: per mia mamma. E chi sono, Magalli?". (Tra le 40 date: domani e 17 Ferrara – 9 marzo Ancona – dal 3 al 7 aprile Milano – 8 maggio Firenze – 9 maggio Grosseto – 10 maggio Montecatini – dal 17 al 19 maggio Legnano -24 e 25 maggio Varese).

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