Venerdì 21 Giugno 2024

Marmi del Partenone, possibile svolta: "Vicino accordo tra Gran Bretagna e Grecia"

Per i media il presidente del British George Osborne punta a inserire il prestito nel quadro di un più vasto accordo di "scambi culturali"

Roma, 4 gennaio 2023 - I marmi del Partenone, tesoro archeologico ereditato dal Regno Unito dai tempi dell’Impero britannico e rivendicato dalla Grecia, potrebbero riprendere "presto" la via di Atene per "un prestito" a lungo termine. Lo scrive oggi il Daily Telegraph, riprendendo anticipazioni già ripetutamente circolate sui media su un possibile accordo fra il British Museum di Londra (che ne detiene il possesso) e le autorità elleniche: accordo non in grado di esaurire la querelle, ma che comunque rappresenterebbe un gesto di disgelo verso le richieste greche e un primo passo cruciale.

Clicca sulla foto per sfogliare la gallery

false

"Negoziati per un accordo"

Stando al giornale, i negoziati sono a uno stadio avanzato e il presidente del museo, George Osborne, già ministro e cancelliere dello Scacchiere nel governo conservatore di David Cameron, punta a inserire il prestito dei marmi nel quadro di un più vasto accordo di "scambi culturali" fra Gran Bretagna e Grecia.

"Colloqui sono in corso e proseguiranno nel nuovo anno" appena iniziato, si è limitato a ribadire da parte sua un portavoce del British. La restituzione tout court resta al momento esclusa, secondo le dichiarazioni ufficiali di Londra, sulla base di indicazioni date dai governi e della legislazione ad hoc approvata dal parlamento.

Il tesoro del Partenone

Atene invoca invece come un diritto da oltre un secolo la titolarità su questo tesoro (composto da un fregio lungo 75 metri staccato a suo tempo dal  Partenone e da una delle celebri cariatidi rimosse da un tempio adiacente più piccolo dell’Acropoli), sostenendo si tratti del frutto di "saccheggi" compiuti al tempo della dominazione turco-ottomana.

Mentre i britannici insistono d’esserne entrati in possesso grazie "all’acquisto legale" fattone nel 1802 da lord Elgin - aristocratico, mecenate e diplomatico scozzese al servizio dell’Impero - e alla successiva vendita al British Museum.