Così riparlò Bellavista: ai ragazzi, su Internet

La figlia e il nipote di Luciano De Crescenzo lanciano il sito-community per ricordare lo scrittore-filosofo: "Ha ancora tanto da raccontare"

Luciano De Crescenzo
Luciano De Crescenzo

Napoli, 21 dicembre 2023 – Forse nessuno come Luciano De Crescenzo è riuscito in quel miracolo. Essere, insieme, uno scrittore di successo – colto, ma mai pedante; ironico, dissacratore – e anche un volto "pop", un amico che trovavi nel salotto della televisione, e ti dava l’idea che la vita si poteva prendere anche con serenità, con un mezzo sorriso sotto la barba, e una luce negli occhi chiari.

Luciano De Crescenzo è scomparso quattro anni fa, nel luglio 2019. Era nato a Napoli, nel 1928, nello stesso edificio dove nacque, un anno dopo, Carlo Pedersoli, il futuro Bud Spencer. Furono amici, ed entrambi hanno saputo prendere la vita per il verso giusto, reinventandosi mille volte. De Crescenzo, ingegnere laureatosi a pieni voti, finì a fare il venditore di tappeti a Napoli e il cronometrista alle Olimpiadi di Roma del 1960 prima di lavorare all’Ibm, per poi voltar pagina, e diventare scrittore e regista (da Così parlò Bellavista dell’84 a Croce e delizia del ’95) di successo. Carlo Pedersoli era un chimico: trovò la fama come campione italiano di nuoto, e poi, quasi per gioco, accettò di fare un filmetto. E diventò una leggenda del cinema popolare. Ma questa è un’altra storia.

La storia che nasce oggi è, invece, legata tutta a Luciano De Crescenzo. È da poche ore online il sito ufficiale che raccoglie i suoi scritti, materiali fotografici, video e testi anche inediti. Il sito www.lucianodecrescenzo.it è stato costruito con pazienza dalla figlia Paola e dal nipote Michelangelo. È un work in progress: altri materiali si stanno aggiungendo. In programma ci sono anche un premio letterario in suo nome, e la creazione di un museo, lì dove fu la casa dello scrittore.

Paola, che padre era Luciano De Crescenzo? Rigido, severo, amichevole, affettuoso...?

"Era esattamente come lo possiamo immaginare, vedendolo in televisione. Sereno, ironico, giocoso. Lui non era “diventato“ un personaggio con la televisione: lui era sempre stato un affabulatore, un grande narratore di storielle, uno che catturava l’attenzione. Se andava a mangiare in un ristorante, a Capri, dopo mezz’ora tutto il ristorante ascoltava le sue storie. Per lui il successo è stata una casualità, che non lo ha cambiato minimamente".

Che cosa ricorda, dell’infanzia e di lui?

"Luciano era un papà affettuoso, avvolgente. I miei si sono separati presto, ma sono sempre riuscita a passare tanto tempo con lui. Quando ero piccola, costruiva dei plastici di trenini elettrici che erano al di là di ogni immaginazione: passaggi a livelli, montagne, casette, omini. E sotto il tavolo, un groviglio di fili folle. Ricordo le giornate con i suoi amici più cari: Renzo Arbore, con cui condusse in tv Tagli ritagli e frattaglie e con cui realizzò al cinema Il pap’occhio e FF.SS., poi Marisa Laurito, Isabella Rossellini – si sono sempre amati moltissimo – e le vacanze al mare con Mariangela Melato. Le chiacchiere infinite con Carlo, cioè Bud Spencer, che una volta mi propose di tornare a Roma – eravamo a Napoli – con il suo aereo, guidato da lui!".

Dove facevate le vacanze?

"Avevamo una casa in affitto a Capri, vicino a Punta Tragara. Ricordo giornate meravigliose. Adesso io vivo in un piccolo paesino, Conca dei Marini. Sono solo 500 abitanti: poco lontano, a Furore, c’è la minuscola cappella dove è sepolto papà. Ci ho messo un tavolino e due sedie. Io e papà ci siamo organizzati così, per quando vogliamo fare due chiacchiere".

Accanto a Paola, il figlio Michelangelo.

Michelangelo, è lei che ha assemblato i materiali del sito?

"Sì: l’idea è quella di trasmettere l’esperienza di mio nonno ai ragazzi della mia età. Lui è sempre stato “giovane“, e per questo istituiremo un premio letterario in suo nome dedicato ai giovani scrittori. Il sito poi diventerà una base per comprare i suoi libri; e faremo anche eventi culturali, visite guidate alla sua casa di Roma. Che stiamo trasformando in un casa museo". Un sito – e una pagina Facebook – come luogo di raccolta di una community. Per tutti quelli che si sono riconosciuti nel suo sguardo sornione, nella sua voce inimitabile, nel suo stile lieve, divertito, mai banale. Per tutti quelli che hanno amato la sua capacità ineguagliabile di raccontare il mondo, divertendosi e facendo divertire.

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