Domenica 21 Luglio 2024
MARCO VICHI
Libri

Qualcosa di nuovo sul fronte di Remarque

“Alla ricerca del libro perduto”: l'editore Neri Pozza riporta alla luce il capolavoro dimenticato di Remarque, "L'obelisco nero", un romanzo che mescola commedia e tragedia in un piccolo paese tedesco durante l'inflazione degli anni Venti, offrendo una profonda riflessione sull'animo umano.

"L'obelisco nero" di Remarque

"L'obelisco nero" di Remarque

Firenze, 30 giugno 2024 – Capita a volte che scrittori a lungo dimenticati, o perlomeno trascurati, vengano ripescati da editori che capiscono il loro valore. È quello che, ad esempio, ha fatto Neri Pozza (che ringrazio) con quel gigante del novecento che è Remarque, famoso per il suo conosciutissimo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, romanzo potente che racconta il dolore e l’ingiustizia e l’assurdità della guerra, e che insieme a tutti gli altri suoi romanzi venne bruciato dai nazisti nel 1933, insieme a tante altre opere di scrittori sgraditi al regime, come Gide, Joyce, Kafka, Karl Kraus, Jack London, Thomas Mann, Musil, Proust, Schnitzler, Zweig, solo per citarne alcuni.

Tutti i romanzi di Remarque sono dei capolavori, per la scrittura, per lo sguardo sul mondo, per le storie che racconta. Oggi mi soffermo sul romanzo “L’obelisco nero”, del ‘56, in cui il grande Remarque si permette di fare quello che vuole, attraversando momenti di commedia e grandi squarci tragici, passando da episodi che mettono in luce il lato ridicolo dell’esistenza a pagine di considerazioni filosofiche su Dio, sulla religione, sulla vita, sull’uomo (terreno minato per ogni narratore, ad alto rischio retorica), che stordiscono per la loro forza… senza mai perdere di vista l’essenza della letteratura: raccontare l’animo umano.

L’obelisco nero si svolge in un piccolo paese tedesco, a Werdenbrück, durante la grande inflazione dei primi anni Venti, che galoppando a grande velocità attraversa tutto il romanzo.

È scritto in prima persona e al tempo presente, e la voce è quella di Ludwig, il protagonista, impiegato in una piccola ditta di pompe funebri, che ci racconta le proprie vicende con ironia spietata ma anche con poetico romanticismo. Molti personaggi, donne e uomini, tutti di grande spessore, nel bene e nel male. Pagine che scorrono tra le dita con grande leggerezza, anche nei momenti più scuri.

Leggere questo romanzo di Remarque è “divertente”, nel senso più alto e nobile che si possa dare a questa parola, ma come tutti i suoi romanzi, anche questo è capace di aprire dentro di noi grandi squarci che non si rimarginano più.