Lunedì 27 Maggio 2024

La minaccia degli sceneggiatori "Pagateci o riveliamo i finali dei film"

"Pagateci o spoileriamo il finale di Succession"; "Un computer non sa fare arte"; "No accordo=no Shrek 5": così sui cartelli esposti durante la protesta . Gli sceneggiatori della Writers Guild of America (Wga) sono in sciopero da martedì, quando il contratto triennale della categoria è scaduto senza un accordo per il rinnovo con la controparte, gli studi di produzione dell’Alliance of Motion Picture and Television Producers (Amptp). I presìdi di protesta coprono tutta la città. Sono sotto Netflix e al cancello della Paramount nel cuore di Hollywood; davanti agli studi di Amazon, Fox e Sony più a sud e a nord, dove hanno capannoni e uffici Disney, Warner Bros e Universal Pictures. E sui social network, con gli hashtag #WGAStrong e #Dothewritething, che sfrutta l’assonanza tra la parola "write" (scrivere) e "right" (giusto) parafrasando il titolo del film di Spike Lee, Fa’ la cosa giusta.

"Tutto quello che guardiamo comincia con una pagina bianca e con qualcuno che ci scrive sopra. Se ci fermiamo noi, l’intero sistema si inceppa", spiega Travis Donnelly, membro del comitato che ha contrattato con i produttori. La Wga è un ibrido tra sindacato e ordine professionale. Le case di produzione e di streaming americane possono assumere solo gli iscritti a questo albo. Tutti i membri, circa undicimila, dal 2 maggio hanno l’obbligo di rispettare lo sciopero, autorizzato dal 98% di loro con un voto online. Se la serrata sarà lunga, come sembra plausibile (l’ultima volta, tra 2007 e 2008 era durata cento giorni), presto non ci sarà più niente da girare e, quindi, niente da guardare. Quindici anni fa, lo sciopero coinvolse 800.000 lavoratori, fece perdere 37.700 posti di lavoro e due miliardi di dollari, secondo il Milken Institute.

Intanto lo sciopero ha guastato la serata finale degli degli Mtv Movie & Tv Awards (principali premi al film Scream VI e alla serie The Last of Us): l’attrice Drew Barrymore ha rinunciato a presentare la cerimonia dal vivo e dopo di lei si sono sfilate altre celebrità e il sindacato degli scrittori (Wga) ha organizzato una manifestazione davanti ai cancelli del Barker Hangar, spingendo i produttori di MTV, proprietà di Paramount, a cancellare il tappeto rosso e a rinunciare alla diretta.

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