Dieci minuti di applausi a tutto il cast, al regista David McVicar e soprattutto al direttore Christophe Rousset sono stati la degna conclusione de La Calisto, opera secentesca di Francesco Cavalli (1602-1676) che alla Scala non era mai stata rappresentata nei suoi 370 anni di vita. Un’opera apprezzata dagli appassionati ma poco conosciuta dal grande pubblico, che infatti ha lasciato più di qualche biglietto invenduto senza sapere che si tratta di un’opera capace di trappare qualche sorriso e di "sorprendere" come aveva promesso in conferenza stampa il direttore Rousset, che ha dovuto adattare l’opera musicalmente allo spazio della Scala.