Mercoledì 29 Maggio 2024

Ingiustizie, violenze e grandi dubbi dietro le luci della Silicon Valley

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Un afroamericano che irrompe in una sinagoga e compie una strage a colpi di machete, poi la misteriosa morte di uno studente liceale – anche lui afroamericano – durante una festa. C’è un nesso fra i due episodi? Se lo chiede una madre, io narrante del romanzo di Ayelet Gundar-Goshen, quarantenne scrittrice israeliana emergente, Dove si nasconde il lupo (Neri Pozza). Liliach vive col marito Michael e il figlio Adam in California, nella scintillante Silicon Valley: arrivano da Israele, si sono lasciati alle spalle le tensioni estreme di un Paese sofferente e diviso.

La strage alla sinagoga è un brusco risveglio, la violenza è anche nel nuovo mondo degli informatici, delle start up, delle storie di successo, e la preoccupazione diventa angoscia di fronte alla morte del compagno di scuola del figlio.

La storia diventa un thriller, i dubbi si affastellano nel cuore di Liliach: dubbi sul figlio e un suo possibile ruolo nella morte del compagno, sulla comunità degli ebrei californiani, sul mondo dorato della Silicon Valley, che nasconde ingiustizie profonde e un clima di violenza di sottofondo.

Più Liliach scava sull’ambiente scolastico del figlio, più riflette sul rapporto con “l’altro” – gli afroamericani poveri – ma anche sugli ebrei e sulla permanenza dell’antisemitismo, più cresce la paura. Gundar-Goshen scrive un romanzo sul “lupo“, cioè sulla minaccia che incombe su di noi, e può nascondersi nei posti meno prevedibili.

Lorenzo Guadagnucci