Giornata Internazionale del Tango: perché si festeggia l’11 dicembre

Ecco com’è nata e qual è l’incredibile storia dietro a questa forma artistica

 World Tango Day 2023 - Crediti iStock Photo

World Tango Day 2023 - Crediti iStock Photo

L’11 dicembre di ogni anno, amanti della musica e della danza di tutto il mondo si uniscono per celebrare la Giornata Internazionale del Tango, un'occasione speciale che rende omaggio ad uno dei balli più sensuali, affascinanti e appassionati al mondo. Il tango, nato nelle strade di Buenos Aires alla fine del XIX secolo, è diventato un fenomeno culturale globale, catturando i cuori di persone di tutte le età e provenienze. Questa giornata offre un'opportunità unica per riflettere sulla storia, la bellezza e l'importanza sociale di questo affascinante ballo argentino oltre ovviamente al suo valore culturale.

Origini e storia del Tango: un Viaggio attraverso il Tempo

Il tango ha radici profonde nel cuore di Buenos Aires, Argentina. Nato nei quartieri poveri della città alla fine del XIX secolo, il tango era originariamente associato ai bassifondi e alla cultura popolare. La sua storia è un mix affascinante di influenze culturali, tra cui le tradizioni musicali africane, le melodie europee e le danze indigene dell'America Latina. Questo connubio ha dato vita a una forma d'arte unica, espressa attraverso passi di danza accattivanti e melodie struggenti. Come molte forme di espressione popolare, il tango è frutto della convergenza di svariati influssi ed esperienze, nonché della mescolanza di diverse culture, avvenuta nella seconda metà del XIX secolo nella regione del Rio della Plata, in Sud America. Una data spesso indicata come punto di partenza di questa storia è il 1880, un periodo in cui Buenos Aires, già il principale porto e la città più dinamica dell'Argentina, è diventata per la prima volta la capitale politica del paese. Il tango si è evoluto nel corso del tempo, passando da una danza di strada a una forma d'arte raffinata proposta nei salotti più chic di Buenos Aires, trasformandosi con il passare del tempo in un vero e proprio patrimonio culturale dell'umanità, riconosciuto dall'UNESCO per la sua influenza duratura sulla musica, la danza e la cultura.

Il periodo d’oro del Tango

Il tango argentino ha vissuto un periodo di massimo sviluppo artistico nei decenni tra gli anni 30 e 40 del XX secolo. In quel periodo, la danza e la musica del tango raggiunsero livelli di espressione artistica inediti, grazie in modo particolare all'influenza di diverse sfere culturali in rapida crescita, come per esempio le accademie, i cabaret, i concorsi, la radio e il cinema. Questi elementi hanno contribuito all'emergere dell'orchestra "tipica" e successivamente delle grandi orchestre di tango, seguendo un'evoluzione parallela a quella delle grandi classiche orchestre nordamericane che contribuirono in maniera sostanziale alla diffusione di generi come Jazz e lo swing in tutto il mondo.

Il bandoneón al centro

Immancabile è da sempre il bandoneón, presumibilmente introdotto o popolarizzato dal musicista tedesco Heinrich Band: si tratta di uno strumento diatonico, molto simile come struttura alla fisarmonica o all'organetto, in grado di produrre note diverse con la stessa combinazione di tasti, a seconda che il mantice venga compresso o dilatato. Nonostante la complessità ritmica e sincopata del tango, la sua musica evita l'uso di strumenti a percussione, e gli altri strumenti impiegati sono suonati in modo molto peculiare per enfatizzare forti accenti di battuta e segni ritmici. La struttura armonica del tango, per il resto, si ispira storicamente a svariate fonti culturali, come la Payada e la Milonga Criolla (portata dalla campagna attraverso il passaggio dei cosiddetti Gauchos), senza dimenticare l'Habanera (introdotta dagli schiavi liberati dall’Africa) e il flamenco dell’Andalusia gitana.

Un genere strettamente legato all’Italia

Forse non tutti sanno che la grande maggioranza dei più importanti compositori di musica tango, da Julio de Caro e Aníbal Troilo, passando a Juan D'Arienzo, Osvaldo Pugliese, Carlos di Sarli e Francisco Canaro (oltre allo stesso compositore e direttore d'orchestra Astor Piazzolla) erano in parte di origini italiane, una caratteristica tipica della popolazione argentina, discendente dagli immigrati partiti dal Vecchio Continente a fine ‘800 alla ricerca di fortuna. Questa fondamentale identità culturale ha spinto il tango oltre la sua forma di semplice intrattenimento, trasformandolo invece in una sorta di strumento malinconico che si esprime attraverso la danza.

L'espressione dell'anima: il tango come forma d'arte unica

Il tango è molto più di una semplice danza; è un linguaggio emotivo che permette ai ballerini di esprimere una vasta gamma di emozioni. La sua struttura unica consente di costruire una connessione profonda tra i partner, che si muovono in perfetta armonia attraverso passi intricati e figure sovente spettacolari. La musica del tango, eseguita come anticipato usando il bandoneón, aggiunge un elemento di drammaticità e passione, trasportando chiunque la ascolti in un viaggio emotivo di grande intensità. La bellezza del tango risiede nella sua capacità di raccontare storie attraverso il movimento del corpo. Attraverso il loro abbraccio intimo e i movimenti coordinati, i ballerini possono trasmettere sensazioni di amore, passione, dolore e gioia. Il tango è una forma d'arte che celebra la connessione umana e la comunicazione non verbale, un modo unico di esplorare e condividere le emozioni.

Un’iniziativa interessante per l’edizione 2023 del World Tango Day

Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di quest’arte così suggestiva in occasione del World Tango Day 2023: l’11 dicembre gli istruttori e direttori dell'Accademia del Tango di Genova, Flor Labiano ed Hernan Rodriguez, provenienti direttamente dalla capitale del tango Buenos Aires avranno l'onore di fare visita al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. Attraverso un suggestivo percorso tra storia, danza e musica, i ballerini argentini ci offriranno una panoramica del mondo tanguero, conducendo con maestria il pubblico nel cuore del tango argentino. La loro presenza servirà a mettere in luce quanto questo formidabile ballo sia stato e continui a essere un potente veicolo culturale che collega l'Italia e l'Argentina, due paesi storicamente connessi non solo attraverso flussi migratori, ma anche nella ricca trama della cultura musicale.

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