di Michele Mezzanzanica

Crescita qualitativa, sostenibilità e internazionalizzazione. Queste le tre principali sfide nel futuro del Consorzio Franciacorta secondo il presidente Silvano Brescianini, il quale procede con "ottimismo" nonostante il Covid con tutte le sue conseguenze. "La campagna di vaccinazione è partita, altri vaccini sono in arrivo: spero che a primavera inoltrata potremo ritrovarci a una quasi normalità, o perlomeno in una situazione migliore di adesso".

Presidente, come sono andate le vendite nel 2020?

"Siamo in attesa dei dati dell’Osservatorio economico ma credo che, nonostante il secondo lockdown, ci attesteremo sul calo del 20-25% che avevamo preventivato in autunno. Un dato tutto sommato accettabile,

considerata la situazione".

Vale per tutte le aziende?

"Bisogna tenere presente che non tutte le aziende sono uguali: quelle più strutturate, presenti nella grande distribuzione, hanno sofferto meno mentre chi lavora esclusivamente col settore Horeca, che resta il principale mercato del Franciacorta, ha avuto danni peggiori".

Il 2020 è stato anche l’anno in cui il Consorzio ha compiuto trent’anni. La seconda generazione del Franciacorta che sfide deve affrontare?

"Possiamo parlare anche di terza generazione, dal momento che il Consorzio è nato nel 1990 ma la Doc Franciacorta risale al 1967. Bisognerà perseguire la crescita qualitativa del prodotto, che negli ultimi anni ha raggiunto ottimi livelli di eleganza e finezza, con sempre meno zuccheri. Ma mai accontentarsi. Importante anche il discorso della

sostenibilità"..

La consistenza del Consorzio?

"Il Franciacorta rappresenta 121 aziende che producono 17,7 milioni di bottiglie l’anno".

L’export?

"È un tema cruciale, anche se oggi il mercato estero che oggi riguarda solo il 15% del nostro mercato".

Quali strategie adotterete?

"Abbiamo appena lanciato una nuova campagna promozionale firmata dal noto fotografo Marco Graig, “Very Italian, Very Franciacorta”, dal taglio internazionale. Dobbiamo promuovere il Made in Italy partendo dal

presupposto che non siamo la Francia. Abbiamo un territorio variegato, con peculiarità regionali e differenziazioni marcate all’interno delle stesse

regioni".

Piccolo è bello?

"Piccolo di qualità può essere un valore aggiunto. Il Franciacorta Satén, ad esempio, che è una nostra prerogativa, in Italia lo conosciamo bene e ormai lo diamo un po’ per scontato mentre all’estero suscita curiosità ed è molto apprezzato".