Annie Girardot (1931-2011) e Alain Delon (85 anni) in “Rocco e i suoi fratelli“ (1960)
Annie Girardot (1931-2011) e Alain Delon (85 anni) in “Rocco e i suoi fratelli“ (1960)
di Silvio Danese In volo a cavallo delle scope sopra il cielo della Madonnina nel "miracolo" di De Sica e Zavattini. Tra i ring di periferia e le nebbie dell’idroscalo con Rocco, i suoi fratelli e Luchino Visconti. E i navigli, ricchi (Mastroianni e Loren di Ieri, oggi, domani) e poveri (il barcone di L’albero degli zoccoli), le piazze San Babila con banditi e Giuliette Alfa Romeo nel noir all’italiana detto poliziottesco, e Nichetti cameriere sognatore senza parole nella città "da bere" ai primordi dell’apericena, la città sessantottina della "meglio gioventù" e tossicodipendente nella Fame chimica delle periferie, la città che poi svolta nella élite di Montenapo Sotto il vestito niente, infine trasfigurata nello skyline altero di oggi, le torri e i grattacieli infilati dai...

di Silvio Danese

In volo a cavallo delle scope sopra il cielo della Madonnina nel "miracolo" di De Sica e Zavattini. Tra i ring di periferia e le nebbie dell’idroscalo con Rocco, i suoi fratelli e Luchino Visconti. E i navigli, ricchi (Mastroianni e Loren di Ieri, oggi, domani) e poveri (il barcone di L’albero degli zoccoli), le piazze San Babila con banditi e Giuliette Alfa Romeo nel noir all’italiana detto poliziottesco, e Nichetti cameriere sognatore senza parole nella città "da bere" ai primordi dell’apericena, la città sessantottina della "meglio gioventù" e tossicodipendente nella Fame chimica delle periferie, la città che poi svolta nella élite di Montenapo Sotto il vestito niente, infine trasfigurata nello skyline altero di oggi, le torri e i grattacieli infilati dai montatori a ogni stacco sulla metropoli.

Milano violenta, miliardaria e calibro 9. Tranne il mare, c’è tutto. L’orgogliosa battuta del milanese è anche uno slogan di set, da decenni. Tuttavia, il sogno di Milano sul cinema non è, non è mai stato, diventare un set ambito e invidiabile. Da Antonioni e Rossellini a Olmi e Lizzani, da Pozzetto a Salvatores e Zaccaro, dal trio Aldo Giovanni & Giacomo a Tom Tywker e Sofia Coppola, Milano ha un posto nella storia del cinema, nazionale e internazionale. Il sogno della capitale economica e industriale è, era, invece diventare il polo produttivo alternativo a Roma Cinecittà.

È una speranza cresciuta a cicli, per esempio negli anni ‘80 dei filmmaker (Soldini, Paolo Rosa, i comici-autori), negli anni ‘90 della Colorado di Totti, Abatantuono & Co. dopo l’Oscar a Mediterraneo, ma anche quando la Rai dava per certo il trasferimento di una rete da Roma. Questo sogno è puntualmente richiamato e rimandato.

Polo insindacabile della pubblicità e dello spot, Milano resta sempre un’attrazione di set e location. Anzi, segnali di una crescente richiesta potrebbero anche riaprire la questione del polo produttivo. I dati forniti da Film Commission Lombardia e dal Comune di Milano contano 505 richieste di autorizzazione a girare film, spot, serie o programmi televisivi tra città e regione, l’88% in più delle 237 dell’anno scorso e più delle 462 del 2019. La pandemia, come ha detto anche la Mostra di Venezia, non ha dimunuito le produzioni. Le piattaforme più potenti non si fermano, nella distribuzione degli audiovisivi è in corso una rivoluzione. I set preferiti? Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale (209 richieste). Sono invece stati 74 i permessi per i parchi, 44 per i musei, 40 per la zona di Cairoli, Dante, Cordusio, e così via.

Per raccontare House of Gucci (in uscita a fine anno) nei mesi scorsi Ridley Scott ha portato Lady Gaga (e Adam Driver e Al Pacino) nel triangolo della moda. Alla Scala la Rai ha finito le riprese di Carla, la fiction dedicata a Carla Fracci, protagonista Alessandra Mastronardi. Dopo i set a Napoli e a Pisa, con la terza stagione la serie tv dell’ Amica geniale tratta dalla Ferrante (produzione Rai-Hbo), passa anche da Milano, come la serie Fedeltà, dal romanzo di Marco Missiroli.

Un biografico su Napoleone passa dalle stanze del Castello Sforzesco. Poi la fiction di prima serata di Raiuno Vostro Onore e la serie Blocco 181 per Sky Studio. Luglio risalta come mese top per numero di richieste di autorizzazioni di set. Da inizio anno primeggia naturalmente la moda (133 pubblicità video e 113 set fotografici), poi i documentari (46) e le serie tv e le fiction (42). Si muove meno la produzione di lungometraggi, dove tra le 55 richieste i film per il grande schermo sono pochi.

Quante volte nei decenni abbiamo accompagnato questa nobile e meritata aspirazione a passare da attrazione di set a effettivo polo del cinema italiano... In quei dati l’obiettivo di distribuire nelle sale cinematografiche è incerto. Disorientati con Totò e Peppino a caccia della malafemmina in Piazza Duomo, tutti "vorremmo sapere: per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?".