Giovedì 11 Luglio 2024
ANNAMARIA LAZZARI
Magazine

Compasso d’Oro, il vincitore Cucinella: "Architettura è benessere"

Successo per il progetto del museo della Fondazione Luigi Rovati a Milano: "Tutto è iniziato guardando dei bambini che giocavano felici"

L'architetto Mario Cucinella

L'architetto Mario Cucinella

Giorni di gloria per Mario Cucinella, 63enne founder & design director di Mca - Mario Cucinella Architects. Giovedì sera è stato fra i premiati del Compasso d’Oro Adi 2024 per il progetto del museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati a Milano. Nella motivazione del riconoscimento, nato 70 anni fa, si esalta l’"allestimento museografico e museologico attraverso il design" e l’"ambiente emotivamente coinvolgente". Poi, a 24 ore di distanza, un’altra emozione con l’inaugurazione (ieri, alla presenza, fra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella) dell’E-Building a Maranello, nuovo tassello – in cui "innovazione e design si intrecciano" ha sottolineato l’archistar – del villaggio Ferrari che sarà fabbrica di tutti i motori, anche elettrici. Solo un paio di esempi dei plurimi interventi siglati dallo Studio Mca, che raggruppa oltre 100 professionisti in due sedi, Milano e Bologna, impegnati in tutti i continenti, inclusa l’Africa (con l’One Airport Square in Ghana) e Asia (Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building in Cina). Senza dimenticare però l’Italia, con una chiesa (a Mormanno), building universitari (da Aosta a Roma) e un’impronta molto decisa a Milano, con il masterplan di Mind, nei terreni di Expo 2015, i nuovi quartieri multifunzionali di SeiMilano e Santa Giulia, il “Nido Verticale“ di UniPol a Porta Nuova di prossima inaugurazione. Fra cantieri in corso, ad Osaka, per Expo 2025, c’è il Padiglione Italia che sarà – promette Cucinella – "un palcoscenico in cui mostrare ad un pubblico globale cultura, storia e innovazione del nostro Paese".

Cucinella, tutto però è iniziato a Genova.

"Sì, anche se sono nato a Palermo, gli anni dalle medie all’università li ho trascorsi nel capoluogo ligure. La scelta della facoltà di Architettura è stata più di una scelta obbligata dopo il liceo artistico: è venuta come un’illuminazione dopo aver visto dei bambini che giocavano felici fra la loro scuola e una piazza. Ho pensato a quanto fosse importante, per la vita delle persone, disegnare e progettare spazi di qualità. In quegli anni in estate andavo nello studio di Renzo Piano a fare il “garzone di bottega“. E lì, in quell’atmosfera “accattivante“, la mia vocazione è diventata passione".

Qual è il fil rouge dei suoi progetti?

"Direi l’attenzione alla qualità dell’architettura, al benessere, e all’ambiente. Da Mca vogliamo non solo fare progetti ma eseguirli bene. Sono onorato che questo impegno sia stato riconosciuto con il Compasso d’Oro, premio prestigiosissimo. Certo è importante trovare l’interlocutore che dà l’opportunità di osare: con la fondazione Luigi Rovati è successo".

II museo d’arte della Fondazione è fra le new entry degli spazi espositivi sotto la Madonnina. A cosa si è ispirato?

"Lo spazio museale è dentro uno storico palazzo ottocentesco in corso Venezia. È stato ristrutturato completamente ma l’idea era trasformare l’edificio con un progetto non convenzionale per offrire un lungo viaggio nell’arte. Le tombe etrusche di Cerveteri sono state l’ispirazione di un’architettura ipogea, un piano interrato che abbiamo costruito e si estende anche al di sotto del giardino del Palazzo. Lì è ospitata la collezione etrusca, con vasi, urne e bronzi, poi il viaggio prosegue sopra, al Piano Nobile, con le opere anche di Fontana, Picasso e Warhol".

Mca ha firmato anche il progetto SeiMilano all’estrema periferia Ovest della città, con abitazioni anche in edilizia convenzionata e a prezzi non impossibili (circa 3mila euro al metro quadro). Basteranno operazioni private a garantire l’accessibilità alla casa?

"L’edilizia convenzionata è un primo passo ma non credo che si possa chiedere al privato di fare uno sforzo sociale. Il problema è che il soggetto pubblico ha rinunciato al suo ruolo, mentre dovrebbe tornare a preoccuparsi di realizzare e gestire le case popolari. Ci sarebbe un effetto di calmierazione anche sul mercato privato: al momento i prezzi li decidono solo gli operatori privati. In Francia, Austria, Germania le politiche sociali hanno sempre continuato a proteggere le fasce di accessibilità".