Lunedì 22 Aprile 2024

Lagerfeld, Balenciaga, Dior e Chanel dalle passerelle a cinema e serie tv

Solo nel 2024 arrivano le serie su Karl Lagerfeld e Cristóbal Balenciaga, la sfida tra Dior e Chanel all'ombra del nazismo, l'evoluzione della moda italiana al passo con la società

La serie tv su Karl Lagerfeld

La serie tv su Karl Lagerfeld

Roma, 19 febbraio 2024 – Ago, filo, forbici che tagliano tessuti pregiati. Idee artistiche, rivoluzionarie, che incastonano la Storia con la s maiuscola in un capo d'abbigliamento, uno stile irripetibile. Donne e uomini determinati, complicati, appassionati, dalle vite intrecciate l'una con l'altra, che hanno saputo prevedere e disegnare il futuro dell'alta moda. C'è tutto questo, insieme a tanta Parigi e un'attenzione giustamente maniacale per i costumi, nei film e nelle serie tv che raccontano le storie dei più grandi stilisti e stiliste d'Europa e non solo. L'ultima notizia arriva da Sky che ha annunciato per il 24 febbraio la docuserie 'Moda. Una rivoluzione italiana': dal 1900 ai giorni nostri si ripercorrono, in quattro episodi, tappe cruciali nella storia del fashion made in Italy legate all'evoluzione della società, raccontate attraverso le voci più importanti del settore.  

Lagerfeld

Il 2024, per l'ambito, è un anno niente male. Presto dovrebbe arrivare una data per l'uscita di 'Kaiser Karl' (Disney+), la serie in cui Daniel Brühl fa rivivere il mito di Karl Lagerfeld, stilista e fotografo tedesco – sulla cui data di nascita aleggia ancora un velo di dubbio per via di dichiarazioni e notizie contrastanti raccolte nel tempo – che fece dell'indipendenza creativa il suo marchio di fabbrica. Sei episodi, ispirati all'omonima biografia scritta da Raphaëlle Bacqué, che dall'inizio degli Anni 70 raccontano l'ascesa di Lagerfeld fino al "trono" che fu di Coco Chanel, l'amore per e con Jacques de Bascher, rivalità e competizioni tra cui quella con Pierre Bergé, compagno di Yves Saint Laurent e co-fondatore della maison che pure sponsorizzò uno dei primi concorsi vinti da Lagerfeld.  

Balenciaga

Qualche tempo prima era stato Cristóbal Balenciaga da Getaria, Spagna, a dover lottare per esser accettato nel gotha della moda parigina, così come raccontato sempre su Disney+ nell’omonima serie uscita il 19 gennaio. È Alberto San Juan a impersonare "l'unico vero sarto" tra gli stilisti, riservatissimo, in fuga dalla Guerra civile spagnola tra franchisti e Fronte popolare che dopo il successo dei suoi atelier a Madrid e San Sebastian, nel 1937, mostra per la prima la sua collezione di Haute Couture a colleghi del calibro di Christian Dior (Patrice Thibaud) e Coco Chanel (Anouk Grinberg). Alla fine del trailer, la voce di Cristóbal Balenciaga afferma: "Ho paura di quello che si dirà di me quando non ci sarò": la firma, oggi diretta dal georgiano Demna Gvasalia, è entrata così tanto nelle maglie della cultura pop da essere diventata protagonista di numerosi video e immagini generati con l'Intelligenza artificiale dove film famosi e personaggi iconici sono reinterpretati con l'estetica Balenciaga.  

Dior vs Chanel

I nomi, in tutte queste vicende, ritornano spesso. Due tra tutti, quelli di Chanel e Dior. Ogni mercoledì, dal 14 febbraio al 3 aprile, su Apple tv+ esce una nuova puntata di 'The New Look", sui destini incrociati dei due mostri sacri dell'Haute Couture mentre dietro, davanti e insieme a loro si svolgeva la Seconda Guerra Mondiale. È il 1955 e Coco, interpretata dalla premio Oscar Juliette Binoche, è da poco ricomparsa a Parigi e parla a un gruppetto di giornalisti: "Christian Dior (che nella serie è Ben Mendelsohn, Emmy Awards per 'Bloodline') ha rovinato la Couture francese e io sono tornata per salvarla". Dior, dal canto suo, sta per essere omaggiato alla Sorbona. Eppure, negli Anni 40 la situazione era rovesciata. Una storia di spionaggio e controspionaggio, l'Operazione Modelhut, la convivenza con i nazisti, la Resistenza e lo spietato gioco di potere a colpi d'abito. Sembra un romanzo pensato a tavolino per attirare l'attenzione di chi di sfilate non si mai interessato, eppure la storia è basata su fatti realmente accaduti. Maisie Williams è Catherine Dior, sorella dello stilista e colei che ha ispirato il profumo Miss Dior, John Malkovich è Lucien Lelong, Emily Mortimer è Elisa Lombardi, Claes Bang è Spatz, amante di Chanel ai tempi in cui viveva al Ritz, nota base nazista.  

Tutte le storie su Chanel

E se per la vita di Christian Dior sembra essere all'inizio della lavorazione un biopic a firma di Elsa Zylberstein – già vista in 'Club Zero' di Jessuca Hausner e 'Un colpo di fortuna' di Woody Allen –, è Coco Chanel la stilista che da sempre ispira il settore audiovisivo, non a caso una donna che ha rivoluzionato il concetto, l'immagine e la storia della femminilità nel XX secolo. Il film 'Coco Avant Chanel' di Anne Fontaine (2008), dove Audrey Tautou impersona Gabrielle Bonheur prima che diventasse Coco, dall'orfanotrofio nell'abazia di Aubazine dove venne abbandonata insieme alla sorella ai primi lavori nei locali, le relazioni con gli uomini e lo sviluppo del suo innato talento per il fashion design. Ancora, 'Coco Chanel & Igor Stravinsky' di Jan Kounen (2009) che si concentra sull'intensa storia d'amore tra lei e il compositore russo naturalizzato francese nei primi anni del secolo scorso. Anche l'Italia ha preso parte alla narrazione sulla regina dell'Alta moda con la miniserie 'Coco Chanel' che vede Shirley MacLaine nel panni della Coco adulta e Barbara Bobulova in quelli della versione giovane.  

Gucci, Halston, Versace, Fontana, Ferragamo

L'attenzione da parte di registi e sceneggiatori verso questi grandi creativi non è certo nata ieri. Nel 2021 abbiamo avuto 'House of Gucci' di Ridley Scott sulla tragica sorte di Maurizio Gucci (Adam Driver), erede della maison fondata dal nonno Guccio Gucci, ucciso da un agguato architettato dall'ex-moglie Patrizia Reggiani (Lady Gaga). Un po' meno attenzione alla moda di per sé, un tono un po' troppo macchiettistico e melodrammatico, ma pur sempre cronaca realmente accaduta. Oppure su Netflix la serie 'Halston', uscita nello stesso anno, con Ewan McGregor che interpreta Roy Halston Frowick: la mente dietro il Pillbox Hat indossato nel 1961 da Jacqueline Kennedy per la cerimonia di insediamento del marito alla Casa Bianca, lo stilista delle celebrity dello Studio 54, colui che ha determinato la moda statunitense degli Anni 70 e 80 fino alla sua morte, nel 1988, dopo aver contratto l'HIV. O ancora, nel 2018, la serie-fenomeno 'American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace' che ripercorre e ricostruisce la vicenda dell'assassinio del leggendario Gianni Versace per mano di Andrew Cunanan, quel luglio de 1997. La Rai stessa ha contribuito al genere con la fiction 'Atelier Fontana. Le sorelle della moda' sulla vita di Zoe, Giovanna e Micol – l'ultima a morire, nel 2015 – Fontana che, approdate a Roma negli Anni 30, riuscirono da zero a mettere in piedi il loro atelier, inventarsi quasi da sole la Dolce Vita e raggiungere così la fama internazionale. Mentre il regista vincitore del Leone d'argento (per 'Bones And All', 2022) Luca Guadagnino ha deciso di raccontare Salvatore Ferragamo nel documentario 'Salvatore – Il Calzolaio dei Sogni' partendo da un'autobiografia che si chiude così: "Questo è il lavoro di tutta la mia vita: imparare a fare scarpe perfette, rifiutando di mettere il mio nome su quelle che non lo sono. Quindi, per favore, al di là della storia del ragazzino scalzo e ignorante che è diventato un celebre calzolaio, concentrate la vostra attenzione sul piacere che deriva dal camminare bene".  

Da Saint Laurent a Tom Ford

Le potenzialità che derivano dall'intreccio tra moda, cinema e serialità sono davvero tante e ancora da scoprire. Lo ha capito bene la maison Yves Saint Laurent, che è passata dall'essere protagonista del racconto – vedi l'omonimo film del 2014 'Yves Saint Laurent' diretto da Bertrand Bonello con Gaspard Ulliel e Helmut Berger che si danno il cambio per interpretare lo stilista francese – a trasformarsi direttamente in casa di produzione. Con il nome di Saint Laurent Productions ha infatti debuttato a Cannes con l'ultimo lavoro di Pedro Almodóvar, 'Strange Way of Life' con Pedro Pascal e Ethan Hawke. "Voglio lavorare con tutti i grandi talenti cinematografici che mi hanno ispirato nel corso degli anni e dare loro spazio", ha dichiarato Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent oggi parte del gruppo Kering. Da questa stessa fucina proviene infine Tom Ford, prima direttore creativo di Gucci e Saint Laurent, fondatore del suo marchio di lusso (comprato da poco da Estée Lauder per quasi 3 miliardi di dollari) e successivamente anche regista e sceneggiatore. Dopo i successi di 'A Single Man' e 'Animali notturni' sembra sia a lavoro su un nuovo lungometraggio, una commedia "nerissima". Siamo già pronti per vedere il risultato sul grande schermo, dopo quello in passerella.

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