Giovedì 11 Luglio 2024
BARBARA BERTI
Cinema e Serie Tv

La regina è rock “My Lady Jane“, la serie che vola

Segue “Bridgerton3“ fra i titoli più visti in Italia. Il Cinquecento inglese in una storia irriverente e sfrontata. .

La regina è rock “My Lady Jane“, la serie che vola

La regina è rock “My Lady Jane“, la serie che vola

La migliore alternativa a un’abbuffata televisiva di Bridgerton 3 su Netflix? My Lady Jane su Prima Video. Uscita lo scorso 27 giugno è al secondo posto dei dieci titoli più visti in Italia: spade e corsetti, re e regine e intrighi di corte, sesso e parolacce sono gli elementi che ne fanno serie rivelazione dell’estate. Disponibile in otto episodi, la a serie mescola l’ardore intellettuale di Jo March di Piccole donne e di Orgoglio e pregiudizio e gli echi fantasy di Ladyhawke, tracce di sfrontatezza delle protagoniste di Downtown Abbey e la curiosità erotica dei caratteri femminili di Bridgerton.

Protagonista è Emily Bader, figlia delle pagine fantasiose di tre autrici americane – Brodi Ashton, Cynthia Hand, Jodi Meadows – attrice apparsa come Chloe nella quarta stagione della serie fantasy per giovani adulti Charmed e prima ancora (2021) ha avuto il ruolo principale di Margot in Paranormal Activity: Next of Kin.

Nella realtà Lady Jane Grey è stata la prima regina d’Inghilterra e d’Irlanda per soli nove giorni, dal 10 al 19 luglio 1553, prima di essere deposta, condannata a morte dalla cugina Maria e decapitata. La serie, irriverente e scatenata, fa giustizia della storia e cambia il suo finale. E, infatti, ambientata in una versione ucronica-fantasy del Periodo Tudor.

L’esempio più lampante di successi che hanno riscritto la storia è Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, seconda guerra mondiale ‘riscritta’ anche per L’uomo nell’alto castello (The Man in the High Castle), prodotta da Amazon Studios basata sul romanzo di Philip K. Dick La svastica sul sole. E anche (altro gioiellino di Prime) Fallout, basata sull’omonima serie di videogiochi di ruolo dove siamo in un XXI secolo distopico, in cui elementi futuristici sono combinati con lo stile – estetica e cultura – americana degli anni Cinquanta.

In My Lady Jane la protagonista, prima di ritrovarsi regina per volontà del cugino Edoardo, re Edward (figlio di re Enrico IV), che non muore di tubercolosi, è una giovane e appassionata studiosa delle doti curative della piante.

Si ritrova da un momento all’altro moglie di uno sconosciuto per volontà della madre Lady Frances Grey (l’attrice Anna Chancellor), molto più arrampicatrice sociale della mamma di Penelope di Bridgerton e molto più sfrontata (la ‘fellazione’ per sua ammissione è il suo punto forte, dopo l’astuzia del puntare al potere). Il matrimonio combinato di Lady Jane (a differenza di quello imposto alla sorella Katherine, interpretata da Isabella Brownson) si rivela vero: lei si innamora (ricambiata) di Lord Guildford Dudley, l’attore Edward Bluemel (nella realtà l’idillio non ci fu). Ma la regina, oltre alla lussuriosa cugina Mary, Maria La Sanguinaria (l’attrice Kate O’Flynn), disposta a tutto per prendersi la corona, deve affrontare un altro grosso problema. Il suo bello, sexy e affascinante marito è un cavallo. Solo dall’alba al tramonto. Di notte battibeccano "come espressione d’amore", così ha rivelato la showrunner Meredith Glynn, e poi fanno pace con scene di romanticismo e hot (uno degli aspetti che tengono incollati allo schermo gli spettatori, proprio come in Bridgerton).

Nell’Inghilterra della serie tv è in corso una battaglia tra umani (detti Veritie) e gli Ethian – di cui fa parte anche Guildford – ovvero esseri umani in grado di trasformarsi in animali (topi, pipistrelli, gatti, orsi, eccetera), perseguitati e considerati la feccia della società.

Tanti, insomma, gli ingredienti per non perdere questa serie che in un ogni suo aspetto mette al centro il girl power della protagonista: l’eroina Jane. È una diciassettenne, dalla lingua affilata e il cuore tenero, intelligente e fortemente determinata a prendere il controllo del proprio destino, pronta a stravolgere la tragica sorte per cambiare il corso della storia e, per fare questo, la regia condisce le scene con musiche rock, spiazzanti e disarmanti. Proprio come lei.