Allievo di Morandi e amico di Carrà. Il secolo di Ugo Guidi, maestro schivo

In occasione del centenario della nascita, Ugo Guidi, artista bolognese, viene celebrato con mostre e omaggi. La sua opera, che va dai primi anni '40 fino alla scomparsa nel 2007, è stata donata alla Fondazione Carisbo e in seguito esposta a Parigi. Un giardino a Bologna porta il suo nome.

Allievo di Morandi e amico di Carrà. Il secolo di Ugo Guidi,  maestro schivo
Allievo di Morandi e amico di Carrà. Il secolo di Ugo Guidi, maestro schivo

Era un artista vero, un pittore di grandissimo talento che per molto tempo non ha voluto rivelarsi, personaggio davvero raro nella galleria del Novecento. Oggi i riflettori della cronaca si accendono sulla sua opera in un crescendo di celebrazioni e mostre accentuate dalla ricorrenza del centenario della nascita. Ugo Guidi, una vita spesa fra due passioni, l’insegnamento – era docente alle Belle Arti di Bologna – e la creazione artistica: disegni, acquerelli, oli, pastelli, sculture in terracotta e in bronzo, incisioni, sperimentazioni grafiche, un lungo viaggio culturale dai primi anni Quaranta fino al giorno della scomparsa nel 2007.

Era nato a Comacchio il 20 marzo 1923. Figlio d’arte (anche suo padre dipingeva), trovò la vocazione pasticciando da bambino con colori e pennelli. Dopo alcuni anni a Ferrara il piccolo Ugo si trasferì con la famiglia a Bologna, città che non volle mai lasciare. Il suo apprendistato si svolse in un periodo di eccezionale fermento intellettuale: i suoi maestri erano Giorgio Morandi, Alfredo Protti e Giovanni Romagnoli, i suoi amici erano Guglielmo Pizzirani e Cleto Tomba, Carlo Carrà e Alessandro Cervellati. Modesto, schivo di carattere, Ugo Guidi dipingeva cose bellissime che faceva vedere solo a pochi amici. Non voleva farsi pubblicità, non gli interessava esporre le sue opere alle mostre e tanto meno venderle. Fu soltanto nel 1990, quando aveva 67 anni, che decise di varcare il Rubicone accettando l’invito a esporre nella prestigiosa galleria Marescalchi di Bologna. L’afflusso di pubblico è rimasto leggendario, alla pari dell’avviso che l’artista fece affiggere all’ingresso: "Quadri non in vendita".

Viveva a Bologna in un attico in via Murri con Giuliana Fermi, la modella che diventò sua moglie. L’appartamento, il terrazzo e la mansarda erano sommersi da tele, cornici e sculture: ritratti di famiglia, maestosi nudi femminili, paesaggi bolognesi di colline e di campagne. Dopo la morte del Maestro settanta di queste opere sono state donate alla Fondazione Carisbo, che le custodisce nella sua sede di Casa Saraceni: era la volontà espressa da Giuliana Fermi, compagna e moglie di Ugo Guidi. L’accordo con la banca è stato concluso nel 2022, due anni dopo la scomparsa di Giuliana, grazie al generoso impegno di Barbara Boldrini, nipote dell’artista. Le opere, alla cui scelta ha collaborato il collezionista e amico di famiglia Loris Pellegrini, coprono l’intero periodo artistico di Ugo Guidi, dal 1940 al 2003. Il catalogo, intitolato Figure, ritratti, paesaggi, nature morte. La donazione Barbara Boldrini, è stato curato da Angelo Mazza e comprende testi critici di Benedetta Basevi e Mirko Nottoli.

Morto a 84 anni il 24 dicembre 2007, Guidi non poté esaudire il desiderio di esporre in un’importante galleria parigina. Furono la moglie Giuliana e la nipote Barbara a realizzare l’auspicio nel 2008 organizzando una retrospettiva nelle due grandi sale della “Galerie de l’Europe” in rue de Seine, cuore artistico di Saint-Germain. Per due mesi, in febbraio e marzo, l’esposizione incantò il pubblico parigino, tanto che il titolare della galleria si vantò di aver presentato in quel periodo "la più bella mostra della città".

Altri omaggi importanti si sono susseguiti nel corso del 2023 con mostre a Comacchio (Palazzo Bellini), a Grizzana Morandi (Fienili del Campiaro), a Bologna (Galleria Fondantico e Galleria del Caminetto). Infine pochi giorni fa Elena di Gioia, delegata alla cultura del Comune di Bologna, ha inaugurato il “Giardino Ugo Guidi” all’incrocio tra via Azzurra e via Fossolo: un gesto che il Maestro avrebbe sicuramente amato.

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