QUATTRO PASSI NELLA NATURA IN VAL DI VARA
QUATTRO PASSI NELLA NATURA IN VAL DI VARA

Un’ingegnosa combinazione di riposanti camminate nell’arancione dei boschi, una gastronomia genuina e un artigianato vero. È possibile incontrare tutto questo in Val di Vara, un’isola di natura intatta dove si pratica agricoltura biologica da decenni incuneata tra Lunigiana e Genovesato, alle spalle delle Cinque Terre.

Il profumo dei boschi, la luce che ne colpisce gli esuberanti colori e le energiche pietanze a base di funghi, castagne e cacciagione fanno dell’autunno il periodo ideale per conoscere questa parte di Liguria. Si può partire da Brugnato per la prima colazione a base di canestrelli e la visita alla cattedrale e al museo diocesano. Dopo Rocchetta di Vara la strada aggredisce la collina sino all’albergo Cuccaro Club, che offre anche ai ciclisti numerosi servizi (cuccaroclub.it). Chi vuole approfondire la storia di questi luoghi raggiunge gli scavi del medievale castello di Godano, dove stanno venendo alla luce ceramiche e monete. Nel capoluogo Sesta Godano si può fare pausa nella botte da campeggio installata nei campi di lavanda di Andrea Calabria, per defatiganti massaggi all’olio essenziale (I Prati di Venere). Agli ultimi scampoli di sole si sfoglia Stelle a Merzò (Moretti & Vitali, 2013) sulla piazza principale del paese, rapiti dal diario-resoconto della poetessa Adele Desideri, che ambienta nella borgata “il cerchio perfetto in cui l’amore fallisce”.

L’ingresso a Groppo, altro villaggio di Sesta Godano, avviene dal sentiero che parte dal Campo di Durla. A pianta ellittica come altri borghi della Val di Vara, condivide con Pignone sculture e visi dall’incerto significato incastonati nei muri delle case e agli angoli dei caruggi. In autunno il profumo delle castagne si sparge ovunque: Silvia Bonfiglio le coltiva a Carro e le essicca nel metato di famiglia (boscosepponi.bio), le utilizza Elisa Lavagnino per la produzione di Casta, la più iconica delle sue birre (ipaloffi.com) a Torza, nella vicina Ziona Edoardo Rebizzo realizza i testi, piatti di terracotta dove si cuoce il castagnaccio, una cialda di farina di castagne che accompagna formaggio e salumi.

I colori caldi del tardo pomeriggio incoraggiano il passeggio a Varese Ligure, tra i portici ellittici e il ponte medievale di Grecino. D’obbligo la visita alle botteghe di Adriano Marenco, maestro cuoiaio (marenco1947.it), e di Alessandra e Monica Picetti, intagliatrici di legno, le sole a praticare quest’arte per farne stampi che siglano la pasta locale, i croxetti.

 

 

IN MOSTRA

Le tele di Hélène de Beauvoir raccontano il paesaggio

Nel borgo di Castè e presso lo spazio d’arte Liguria Vintage (liguriavintage.com) di Riccò del Golfo, fino a dicembre, sono in esposizione alcune opere di Hélène de Beauvoir. L’artista e la sorella Simone, compagna di Jean Paul Sartre, amavano questa terra. Simbolo dell’arte femminista, Hélène de Beauvoir si esprime con dipinti pieni di luce, dalle calde tonalità mediterranee e ancorati a una chiara figurazione. In alcuni si riconoscono scorci visivi del paesaggio che Hélène scopriva durante le sue passeggiate, spesso tratteggiando sulla tela connotati mitologici. Si può pernottare presso Corte Paganini (cortepaganini.com). Scegliere l’appartamento Carbonata, dalle pareti in pietra a vista.

 

 

MANGIARE E DORMIRE

Il posto giusto per amanti di trekking e buona tavola

Cuccaro Club, immerso nel bosco, è il luogo ideale dove pernottare durante il mese di ottobre: attrezzato per ciclisti e preparato per fornire informazioni a chi pratica il trekking. La cucina mette a disposizione oltre 20 tipi di paste ripiene, funghi e selvaggina (cuccaroclub.it). Servizio e-bike e organizzazione di escursioni naturalistiche nell’Agriturismo Antico Cornio di Carro (antico-cornio.it). Frittelle di farina di castagna e maltagliati con funghi all’Agriturismo Di.la.je (agriturismo-dilaje.com) di Rocchetta di Vara, cacciagione e lasagne ai funghi alla Trattoria Al Cornoviglio di Villagrossa. Chi ama il miele fa tappa a Santa Maria di Calice al Cornoviglio presso la bottega di Maurizio e Monica Ribaditi (apicolturaribaditi.it). Carni scelte alla Macelleria Scapazzoni di Padivarma (aziendaagricolascapazzoni.it) e canestrelli di Brugnato presso il Forno di Germano.

 

 

FUORI ROTTA

Il villaggio fantasma

Porciorasco, frazione di Varese Ligure, si raggiunge per una facile escursione in mountain bike. Ha nomea di villaggio fantasma: le case abbandonate e il Palazzo De Paoli rivelano il reticolo di attività economiche, scambi e lavori tra la facoltosa famiglia e i contadini della valle di quattro secoli fa. Si scopre un angolo senza tempo che acquista fascino con la luce radente dell’autunno. Un’altra destinazione da non perdere è Pieve di Zignago. Dopo la visita alla mostra archeologica (le chiavi si trovano nel municipio), zigzagando tra ginestre ingiallite e faggi che stanno mutando colore, visitare il Lago Puro e passeggiare i viottoli dell’antica Valgiuncata, con i resti del castellaro (valdivara.it).

 

 

A PIEDI O IN MOUNTAIN BIKE

A spasso per antichi sentieri

Il Cai di La Spezia e l’Associazione antichi sentieri liguri (su Facebook antichisentieriliguri) si stanno impegnando nel ripristino delle antiche vie di comunicazione e della segnaletica. In antichità il territorio era un intreccio di mulattiere, selciati e arcaici passaggi. La Val di Vara è percorsa dall’Alta Via dei Monti Liguri, interamente tracciata anche per e-bike e si unisce, per mezzo di una complessa e articolata rete di percorsi rurali, al Sentiero dei tre castelli a media quota. Si può scegliere la pineta di Suvero per mettersi alla prova: un percorso cross country olimpico per mountain bike, tra pini neri centenari, scatena adrenalina allo stato puro. Sul percorso, come spettatori, impavidi scoiattoli e, con un po’ di fortuna, giovani cervi.