Vanno rivisti i modelli dietetici occidentali per essere pronti a soddisfare le richieste di Onu e Oms
Vanno rivisti i modelli dietetici occidentali per essere pronti a soddisfare le richieste di Onu e Oms
Il sistema alimentare globale è direttamente collegato agli obiettivi internazionali di salute e sostenibilità, indicati dalle Nazioni Unite, agli obiettivi sui cambiamenti climatici dell’accordo di Parigi e agli obiettivi di Aichi sulla biodiversità. Ma gli attuali modelli dietetici saranno ulteriormente minacciati entro il 2050 a causa di una popolazione in crescita e delle transizioni verso diete con più calorie, alimenti di origine animale e ultra trasformati. La Commissione europea si è impegnata a sostenere i paesi dell’UE nei loro sforzi per raggiungere gli obiettivi delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) entro il...

Il sistema alimentare globale è direttamente collegato agli obiettivi internazionali di salute e sostenibilità, indicati dalle Nazioni Unite, agli obiettivi sui cambiamenti climatici dell’accordo di Parigi e agli obiettivi di Aichi sulla biodiversità. Ma gli attuali modelli dietetici saranno ulteriormente minacciati entro il 2050 a causa di una popolazione in crescita e delle transizioni verso diete con più calorie, alimenti di origine animale e ultra trasformati. La Commissione europea si è impegnata a sostenere i paesi dell’UE nei loro sforzi per raggiungere gli obiettivi delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) entro il 2025, nonché l’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 3.4, che mira a ridurre di un terzo la mortalità precoce dovuta a malattie non trasmissibili, e a promuovere la salute e il benessere mentale entro il 2030.

Anche il Piano Nazionale per la Prevenzione 2020-2025 (PNP) rafforza una visione che considera la salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano, della natura e dell’ambiente (One Health) che, riconoscendo che la salute delle persone e degli ecosistemi sono interconnesse, promuove l’applicazione di un approccio multidisciplinare, intersettoriale e coordinato per affrontare i rischi potenziali o già esistenti che hanno origine dall’interfaccia tra ambiente-animali-ecosistemi. L’elemento strategico di innovazione del PNP 2020-2025 sta nell’intersettorialità che si basa sul riconoscimento della salute quale processo complesso e dinamico che implica interdipendenza tra fattori e determinanti personali, socioeconomiche e ambientali.

Ma una sfida sarà anche la riduzione di un terzo delle malattie croniche non trasmissibili: esse rappresentano una delle maggiori minacce per la salute pubblica e per crescita economica a livello locale, nazionale e globale. Obesità, malattie cardiovascolari, cancro e diabete sono responsabili di 35 milioni di decessi e del 60% di tutti i decessi annuali a livello globale. In Europa il dato è ancora più pesante: il 70% di tutti i decessi dipende da queste patologie. Una buona alimentazione è essenziale per mantenere la popolazione del pianeta in salute per tutta la vita. Una dieta sana aiuta i bambini a crescere e svilupparsi correttamente e riduce il rischio di malattie croniche, inclusa l’obesità. Gli adulti che seguono una dieta sana vivono più a lungo e hanno un minor rischio di obesità, malattie cardiache, diabete di tipo 2 e di alcuni tipi di cancro. Un’alimentazione sana può aiutare le persone con malattie croniche a gestirle prevenendoe complicazioni.

Un ruolo cruciale lo ricoprirà la sicurezza alimentare. A livello mondiale la denutrizione colpisce quasi 800 milioni di persone e si stima che nel 2050 a causa del rapido incremento della popolazione mondiale la produzione di cibo dovrà essere più che raddoppiata. Ma in maniera sostenibile e implementando pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, proteggendo però gli ecosistemi. Per promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e il miglioramento della fertilità del suolo la politica comunitaria si è dotata del New Green Deal e della strategia Farm to Fork, il piano decennale di transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.