Un’immagine del Padiglione Italia all'Expo Dubai
Un’immagine del Padiglione Italia all'Expo Dubai

Sono attesi cinque milioni di visitatori al Padiglione Italia dell’Expo 2020 di Dubai, che si è aperto ieri nella megalopoli emiratina. La ‘bellezza che unisce le persone’, ma anche il senso di Rinascimento che questa edizione vuole rappresentare, nella speranza di lasciarsi alle spalle la pandemia. Un’enorme area espositiva, grande come 600 campi da calcio, in mezzo alla sabbia del deserto e ai margini di una megalopoli che non smette mai di crescere. Il contesto ideale per fare in modo che il mondo osservi l’Italia e comprenda a fondo il meglio del ‘Saper fare’, i territori magici (15 le Regioni che hanno staccato il biglietto per Expo), l’arte, i luoghi e il buon cibo, tutto nel segno della sostenibilità.

"Perché la sostenibilità – ha affermato il commissario generale Paolo Glisenti – è il motore dell’innovazione. Non è protezione, ma una spinta in avanti che genera lavoro, occupazione, crescita, esportazione, attrazioni di investimenti". Il Padiglione Italia – disegnato da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria (il direttore artistico è Davide Rampello) – ospita 53 aziende del meglio del Made in Italy e 30 Università del nostro Paese, oltre a 400 eventi programmati nell’arco di sei mesi, fino al 31 marzo. Un Padiglione – il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sottosegretario Benedetto Della Vedova – che respira, l’unico in tutta l’Expo a non avere il sistema di climatizzazione perché completamente aperto (l’aria è purificata dalle alghe), e fa sognare perché è realizzato nel segno della circolarità con materiali riciclati (2 milioni di bottiglie di plastica trasformate in corde, che fanno da parete alla struttura) o i fondi di caffè e le bucce d’arancia per le passerelle su cui camminano i visitatori. Sostenibilità che fa rima con innovazione, rappresentata da aziende leader nel mondo che hanno scelto Expo 2020 come vetrina.

"Molto spesso quando l’Italia si presenta su scala globale – ha affermato il ceo di Leonardo, Alessandro Profumo – non si pensa alla capacità tecnologica e all’immenso know how che possiamo vantare. Qui a Dubai presentiamo il nostro convertiplano, un velivolo rivoluzionario che ha la versatilità di un elicottero ma prestazioni di un aeroplano, raggiungendo i 500 km orari di velocità con un’autonomia di 2mila km". L’approccio è globale, lo sguardo delle aziende anche rivolto al business di queste latitudini. "Il prossimo 16 dicembre la nostra nave, ‘Firenze’, sarà a Dubai – ha detto Mario Alovisi, vice presidente di Costa Crociere – e sarà davvero un momento importante perché segna il Rinascimento di un mercato per noi strategico". L’innovazione sfreccia all’interno del Padiglione come i treni green di Fs che a Expo illustra i piani della mobilità sostenibile grazie anche ai 28 miliardi del Pnrr. In aria, per terra e sul mare con Venezia, protagonista in questa prima settimana di evento, che si candida a capitale mondiale della sostenibilità, come ha ribadito ieri il sindaco Luigi Brugnaro.

Orgoglio italiano è il ‘Saper Fare’ che a Dubai diventa un film con le Regioni protagoniste e le aziende che mettono in evidenza le capacità artigiane che il mondo ci invidia. Come quelle della Sicis di Ravenna che ha realizzato i mosaici nello spazio della memoria che fanno da cornice alla copia del David di Michelangelo. O ancora, come il Gruppo Boero che, coi suoi 17mila litri di vernice innovativa e sostenibile, ha dipinto il tetto del Padiglione disegnando un tricolore da record. Quelli stessi che Expo Dubai ha già messo nel mirino da tempo.