Giovedì 18 Luglio 2024

L’uragano Beryl devasta la Giamaica: i video. E ora punta verso Messico e Texas

Uno scenario apocalittico: alluvioni, tetti scoperchiati, alberi sradicati e almeno un uomo spazzato via dalle acque. E l’emergenza non è finita

Roma, 4 luglio 2024 – Pesanti piogge e venti fortissimi da 250 chilometri orari hanno causato ieri ingenti danni in Giamaica: è l’uragano Beryl, che dopo aver colpito Venezuela, Grenada e a Saint Vincent e Grenadine causando almeno 7 morti, sta continuando la sua corsa verso il Messico e gli Stati Uniti. Un fenomeno di tale portata è estremamente raro in questo periodo dell’anno.

Una foto dell'enorme uragano Beryl, visto dalla Stazione spaziale internazionale (X)
Una foto dell'enorme uragano Beryl, visto dalla Stazione spaziale internazionale (X)

Le foto condivise sui social media mostrano strade allagate, tetti che vengono sfondati dalle forti raffiche di vento e alberi completamente sradicati. Un video virale girato all’aeroporto di Kingston – chiuso in via precauzionale su ordine del governo già martedì sera – fa vedere che le tegole dell’edificio sono state spazzate via. “È terribile, non c’è più nulla. Sono dentro casa mia e ho paura”, ha dichiarato a Bbc News una donna che abita in una comunità di fattori nella parte meridionale di St. Elizabeth.

La Jamaica Public Service Company, che fornisce energia elettrica agli abitanti dell’isola, ha chiuso i servizi in alcune località per salvaguardare la sicurezza dei propri lavoratori. Un numero imprecisato di persone è rimasto quindi con capacità molto limitate di comunicazione, potendo fare affidamento solo sulle reti cellulari, verosimilmente compromesse da Beryl. 

Il bilancio delle vittime accertate dell’uragano è salito a 9 e si teme che aumenterà man mano che si conoscerà l’effettiva entità dei danni. Stando ai media giamaicani, un uomo è stato spazzato via dalle acque dell’alluvione mentre stava imprudentemente giocando a calcio. I presenti hanno tentato di salvarlo dalla forza distruttiva dell’acqua, senza successo. 

Nelle ore precedenti all’emergenza, in pieno panico, la gente si è precipitata nei supermercati per acquistare beni di prima necessità. Per scongiurare morti e feriti, il governo ha disposto un coprifuoco dalle 6 alle 18 di ieri ora locale. “Se vivete in zone pianeggianti, storicamente più prone ad allagamenti e frane, vi imploro di dirigervi in un rifugio”, il monito del primo ministro Andrew Holness. Novecento bunker sono stati messi a disposizione della popolazione nelle ore del passaggio di Beryl. In alcuni posti, l’esercito ha dovuto evacuare le persone dalle proprie abitazioni: è successo ad esempio ad Old Harbour Bay, dove 109 persone sono state allontanate portate in una scuola adibita a rifugio.

Nella notte, Beryl ha cominciato ad abbandonare la Jamaica, dirigendosi verso ovest. Non è noto il bilancio di morti e feriti.

Nella giornata di lunedì, l’uragano aveva raggiunto la categoria 5, la più alta, per poi scendere alla 4, rappresentando in ogni caso un serio pericolo per le località in cui sarebbe passato. L’emergenza è tutto fuorché finita: nel weekend le autorità messicane e statunitensi si aspettano un allarme su alcuni dei loro territori. Il governatore del Texas, Greg Abott, ha esortato coloro che abitano sulle zone litoranee di “tenere un occhio sul Golfo” e ad organizzare “un piano d’emergenza per tenere al sicuro voi stessi e i vostri cari”.

Beryl potrebbe non essere l’unica minaccia di quest’estate. L’Osservatorio meteorologico americano ha previsto per quest’anno una stagione straordinaria per quanto riguarda gli uragani: non si esclude la formazione di ben 7 uragani di categoria 3 o superiore. Le cause dovrebbero essere legate al fenomeno meteorologico de La Nina e all’innalzamento delle temperature delle acque superficiali.