Sabato 18 Maggio 2024

Ucraina: "La Russia perde 400-500 soldati al giorno". L'ipotesi di una nuova mobilitazione

Il ministro della Difesa ucraino Reznikov: "Usano le loro truppe come carne da cannone". Il capo dei Wagner annuncia l'avanzata a Bakhmut, mentre Kiev sta pianificando la controffensiva primaverile

Kiev, 27 febbraio 2023 - Le forze russe "subiscono perdite enormi ogni giorno, 400-500 morti e ancora di più feriti". Lo afferma il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov. L'esercito russo, che ora utilizza "un'altra tattica, specialmente a Bakhmut nell'est dell'Ucraina", conduce "un'offensiva lenta", spiega il ministro. L'intelligence britannica aveva già avvertito che a inizio febbraio le truppe di Mosca stavano perdendo oltre quattro volte più soldati al giorno che nei mesi estivi. E lo spettro delle risorse russe illimitate, sottolinea il think tank statunitense Institute for the Sudy of War (Isw), è solo un mito. È probabile che Putin sarà costretto a compiere ulteriori scelte difficili, come una nuova mobilitazione, per compensare le perdite immense che la guerra ha inflitto all'esercito russo, sostiene l'istituto di ricerca. Ma i costi sono sempre più alti. 

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Volontari ucraini spostano il corpo di un soldato russo nel Donetsk, 18 gennaio 2023 (Afp)
Volontari ucraini spostano il corpo di un soldato russo nel Donetsk, 18 gennaio 2023 (Afp)

Il sistema di coscrizione russo genera circa 260mila nuovi soldati all'anno. Putin potrebbe aver bisogno di estendere il servizio militare per far fronte alle perdite in Ucraina, evidenzia Isw, ma i dati demografici non favoriscono questo approccio. Circa 800mila giovani raggiungono la maggiore età ogni anno in Russia. Espandere la coscrizione ben oltre la soglia attuale di 260mila comporterebbe diversi rischi: in primis, potrebbe costringere al servizio militare anche persone che non sono in adeguate condizioni di salute per farlo. In secondo luogo, questa mossa sottrarrebbe troppi giovani al mercato del lavoro russo, danneggiando ulteriormente l'economia.

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Si combatte ancora per Bakhmut

"Stanno usando piccoli gruppi e tentano di spingere indietro la nostra linea di difesa", spiega ancora il ministro Reznikov, facendo il punto sulla situazione attuale sul fronte. "Usano queste tattiche perché utilizzano Wagner, gruppi di militari privati, ex criminali. Usano le loro truppe come carne da cannone. È una specie di approccio staliniano durante la Seconda guerra mondiale", aggiunge. Il titolare della Difesa sostiene che Kiev deve per forza tenere Bakhmut "come roccaforte" per "ridurre la capacità" dei russi "di una vera offensiva". I combattimenti proseguono da sei mesi nella città orientale, ma finora nessuno è riuscito a prendere definitivamente il sopravvento. Tuttavia, oggi il capo del gruppo dei mercenari russi Wagner ha annunciato che la compagnia ha preso il controllo del microdistretto di Stupki, a nord di Bakhmut. "Le battaglie si sono spostate nell'area di Ilyinovka", dove i mercenari russi "hanno già occupato diverse posizioni nemiche, avvicinandosi allo stabilimento Azom da nord".  A nord, la zona di controllo "è stata notevolmente ampliata a sud-ovest di Berkhovka", continua il capo della Wagner che in questi giorni si è più volte fatto riprendere sul campo di battaglia in Ucraina. Aumenta la pressione su Dubovo-Vasilyevka, a cui Wagner "si è già avvicinata"; a sud di Bakhmut c'è un'avanzata a sud-est di Ivanovsky (Krasny) in direzione dell'autostrada TO504. Finora Kiev non ha smentito le dichiarazioni di Prigozhin. 

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Controffensiva per "alzare barriera tra Crimea e Russia"

Per lanciare una controffensiva, "riduciamo il rischio e attendiamo un momento migliore, quando i nostri nuovi battaglioni saranno addestrati in Europa, con nuove tecniche", dichiara ancora il ministro della Difesa ucraino Reznikov. Un'eventuale contrattacco primaverile di Kiev, poi, punterà ad "alzare una barriera" tra la Crimea e la Russia continentale. Lo ha fatto sapere il vice capo dell'intelligence ucraina, Vadym Skibitsky. "Lo scopo della nostra controffensiva è liberare tutti i territori occupati dell'Ucraina, Crimea compresa. Non ci fermeremo finché non avremo il nostro Paese di nuovo entro i confini del 1991". Skibitsky ha sottolineato poi che l'esercito ucraino potrebbe colpire anche aeroporti o depositi con razzi e sistemi di artiglieria sul territorio russo. Uno scenario che preoccupa gli alleati occidentali, soprattutto gli Stati Uniti, che rifiutano di inviare missili a lungo raggio proprio per evitare attacchi del genere. La Nato teme che eventuali raid che su territorio russo potrebbero portare a un'ulteriore escalation del conflitto. 

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